La mia moto se n’è andata

20 marzo 2010

Oggi ho salutato la mia moto (qui l’articolo con la quale ne salutavo l’arrivo, poco meno di tre anni fa).

Mi lascia perché ormai la usavo troppo poco. Il suo uso principale era rimasto solo portarmi al mare evitando la coda, ma sarebbe diventato impossibile continuare ad utilizzarla a tale scopo volendo portarmi dietro l’attrezzatura.

Quale attrezzatura? Il progetto è di sostituire la moto con una nuova passione, cioè il Kite Surf. La scorsa estate ho già fatto le prime lezioni, ora rimane da acquistare l’occorrente e inizire a provare da solo.

Neve a Bologna

10 marzo 2010

Ho visto una decina di rami spezzati, spesso sulle macchine parcheggiate sotto.
Il paesaggio è surreale.

L’incompetenza di chi ci governa

9 marzo 2010

Prima hanno clamorosamente sbagliato a presentare le liste elettorali, come ammesso dagli stessi Berlusconi e Bossi.

Ora sono riusciti nell’incredibile opera di sbagliare il decreto legge, fatto tra mille polemiche con l’unico intento di rimediare al pasticcio precedente.

Che brutto spettacolo.

Rispettare la legge

7 marzo 2010

Avrei bisogno anche io di un «decreto interpretativo» che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei mignotti. Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi impedimenti da opporre. Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa. Perché considero ovvio rilasciare fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale. Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito «ma le serve la ricevuta?» che non è che serva a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all’estero. Perché non ho un sotto banco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono.
Io – insieme a qualche altro milione di italiani – sono l’incarnazione di un’anomalia. Rappresento l’inspiegabile. Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.

Michele Serra da L’Amaca su La Repubblica – 7 marzo 2010

(via ciwati e FB)

Ancora sulle liste elettorali

4 marzo 2010

Alcuni pensieri sparsi.

Il PD viene accusato di aver ordito un complotto per escludere dalla competizione le liste avversarie. Io penso che il PD non sia in grado di pensare, e tantomeno di organizzare, un tale complotto.

Si sente parlare di diritto di voto negato. A me pare che nessuno voglia impedire a nessuno di andare a votare, eventualmente si parla del diritto di presentarsi per essere votati. Visto che ci sono liste che non sono riuscite a raccogliere le firme necessarie, non hanno voluto, o saputo, raccoglierle in modo irregolare e, quindi, non potranno presentarsi, non capisco perché dovrebbe essere consentito ad altri che, invece, hanno saputo raccoglierle in modo irregolare o in ritardo.

Mi fa paura sentire che “sono pronti a tutto”. Giampaolo Pansa già prefigura una situazione in cui gli elettori del centrodestra potrebbero fisicamente occupare i seggi. Perché si deve alimentare questo clima d’odio?

Deve pure esserci un modo per risolvere la situazione rimanendo nella piena legalità. Tutti vogliono che il centrodestra possa presentarsi, o ne verrebbe fuori una gran confusione. Però ci si deve arrivare nel pieno rispetto della legalità, altrimenti lo stato democratico va a rotoli: se oggi si rinuncia al criterio delle firme perché tanto “si sa” che quel partito raccoglie un minimo di voti e, quindi, ha diritto a presentarsi alle elezioni, in futuro si potrebbe rinunciare alle elezioni stesse perché “si sa” che quel partito ha la maggioranza.

Il pasticcio delle liste

2 marzo 2010

Civati faceva notare, qualche tempo fa, che il centrodestra non aveva ancora definito i candidati a pochi giorni dal termine ultimo di presentazione delle liste e, giustamente, si chiedeva come avrebbero fatto a raccoglierle tutte in un giorno e mezzo, considerando anche che al PD occorrono un paio di settimane.

La risposta è resa evidente dai fatti: non era possibile riuscirci, almeno non in modo regolare e trasparente. Sforzandosi di pensare bene, si può forse dire che la fretta ha prodotto degli errori.

Scandalo protezione civile

11 febbraio 2010

Il punto chiave non è Guido Bertolaso.

Da un po’ di tempo avevo osservato che la Protezione Civile era diventata ormai più potente di un ministero in quanto, a differenza appunto dei ministeri, anche quelli più potenti, può spendere senza quasi limiti e senza chiedere “il permesso” a Tremonti. in più, le situazioni di emergenza da gestire stavano diventando le più disparate, ad esempio anche la preparazione del G8 che, di emergenza, secondo me non ha proprio niente. Peggio ancora, con la scusa dello stato di emergenza (che a volte scusa non è, ma penso sia stato utilizzato anche quando non necessario) i lavori hanno potuto essere assegnati anche senza appalto.

Una situazione del genere non può che essere terreno ideale per la crescita di un sistema di corruzione.

Il punto chiave, allora, non è Guido Bertolaso, che poteva o non poteva sapere, che poteva o non poteva essere direttamente coinvolto; la magistratura proverà ad appurarlo. Il punto chiave, secondo me, non sono neppure i vari arrestati, perché anche per loro, fino al termine del processo, c’è la presunzione di innocenza.

Il punto chiave penso sia il fatto che è stato permesso l’instaurarsi di una situazione del genere e che chi l’ha permesso, e parlo dell’attuale governo, non abbia valutato le probabilissime conseguenze. O forse le ha valutate, ma le ha sacrificate in cambio della possibilità di agire in fretta, sopra le righe, per ottenere risultati immediati che, altrimenti, a causa della nostra burocrazia, sarebbero stati impossibili.
Io penso che questo sacrificio sia inaccettabile; il fine, per me, non giustifica mai i mezzi. Penso che il lavoro da fare fosse colpire la burocrazia, invece di aggirarla, in modo da rendere possibile ottenere risultati senza dover forzare le regole.

Coppa America

7 febbraio 2010

coppa america

Domani ricomincia il trofeo velico più importante ed appassionante del mondo, la Coppa America.

Si torna finalmente in acqua, dopo anni di battaglie legali che hanno portato ad una sfida a due con imbarcazioni incredibili.

In diretta su La7 (libidine!!!) a partire dalla 10.00 del mattino. Devo prendermi un giorno di ferie? Per ora evito, ma lo registro con vCast, oppure guardo su La7.tv (doppia libidine!!!). Pare anche che il commento sia di Francesco De Angelis (doppia libidine, coi fiocchi!!!).

Rieccoci, per l’ultima volta

3 febbraio 2010

Lost è qui

Post stagione 6 di Lost

Segnalazioni da Gilioli

29 dicembre 2009

Ormai da tempo, ma soprattutto ora sotto le feste, sono diventato più lettore che scrittore.
Segnalo, quindi, due post di Alessandro Gilioli sul suo blog (Piovono Rane).

Il primo è la prova d’amore, che analizza il passaggio alla politica dei sentimenti. Ecco uno stralcio:

Non c’è più un uomo politico alle prese con dei processi e che, come ogni altro cittadino, ha il diritto-dovere di difendersi nei processi. C’è un uomo buono – vittima delle persecuzioni dei giudici e dei violenti a parole o a statuette – che vorrebbe amarci tutti, e ci chiede in cambio solo una piccola prova d’amore (la legge sul legittimo impedimento, NdSettolo), e se non gliela diamo vuol dire che l’odiamo.

Il secondo è tutti pronti per San Bettino martire, che anticipa la polemica degli ultimi giorni riguardo a cosa ci aspetta per il decennale della morte di Craxi (si parla di intitolare una strada e altre cose, ma tutti tranne Di Pietro dimenticano che era condannato e latitante, nonché l’enormità dei fatti per i quali era stato condannato). Lo stralcio:

Magari anche a ricordargli cos’è stata la politica secondo Bettino e i suoi: un intrico di affari e di scambi, di miliardi nascosti all’estero, di ricatti e di minacce, di clientele diffuse e di clanismo sistematico, di occupazione militare dei giornali e delle tivù, di distruzione delle regole e del senso civile per l’appropriazione privata dei gangli del potere.