Apple la fa grossa

Sono passati almeno 5 anni dal mio primo acquisto di un prodotto Apple, un’iPod. Da allora di tempo ne è passato, le cose sono cambiate, mi sono abituato alla qualità dei loro prodotti e non potrei farne a meno, ma non avevo ancora mai smesso di essere un fan di Apple, nel senso positivo e negativo del termine.

Questa volta però credo proprio che Apple l’abbia fatta grossa.

Prima ha rifiutato due applicazioni per l’iPhone con la motivazione che replicano funzionalità dei propri prodotti.
La prima applicazione, Podcaster, è stata rifiutata perché duplicava alcune funzionalità di iTunes relative ai podcast portandole anche su iPhone e rendendo possibile, ad esempio, abbonarsi a nuovi podcast direttamente dal telefono senza passare dal proprio computer. Oltre ad aver vietato la diffusione sull’AppStore, Apple ha vietato anche la diffusione “manuale” dell’applicazione dal sito dello sviluppatore, modalità che, invece, era stata garantita pubblicamente da Steve Jobs stesso durante un keynote.
La seconda applicazione, MailPlane, è stata rifiutata perché estendeva le capacità del programma di posta dell’iPhone, rendendo possibile gestire più account gmail contemporaneamente e in modo più completo.

In seguito, per evitare di dover fronteggiare critiche e rispondere delle proprie (pessime) scelte, ha imposto il silenzio agli sviluppatori di queste due applicazioni e ha vietato di dire pubblicamente che una propria applicazione viene rifiutata.
Questa seconda mossa mi pare una vera e propria censura e mi pare ancora più grave dell’aver rifiutato quelle due applicazioni. Ora lo può fare quando vuole, senza paura di dover renderne conto a qualcuno e senza doverne subire le conseguenze.

Tanto tempo fa odiavo Microsoft a causa della sua politiva aggressiva e scorretta nei confronti della concorrenza. Apple era il “Think Different” e già la guardavo con interesse, ma i prodotti non erano all’altezza. A quel tempo usavo Linux.
Ora la storia sembra ripetersi, solo che anche Apple sta passando dalla parte che io giudico essere quella dei cattivi.
Non si tratta più solo di offrire prodotti migliori (e lo sono), ma si tratta anche di continuare a farlo in un’ottica di trasparenza e, appunto, di “Think Different”.

Cosa ancora peggiore è osservare che la gran parte dei blog che trattano del mondo Apple hanno trascurato la gravità di questa notizia, assumendo toni neutri o di leggera critica (cito ad esempio Melablog, Melamorsicata, Macity). Alcuni, come TUAW, hanno trattato la vicenda in modo decisamente più approfondito e consentono di ricostruire ciò che è successo con una serie di post (1, 2, 3, 4, 5). Solo Jeby, però, ha saputo fare una critica dura ad Apple, senza essere annebbiato dall’essere un fan di Apple.

Il Mac crea assuefazione, eppure sto cercando fin da ora di abituarmi all’idea di non comprare più prodotti Apple. Non sarà facile, non so se ci riuscirò quando sarà ora di cambiare il portatile, ma l’idea, per ora, è questa. Spero che Apple cambi politica e mi faccia cambiare idea.

10 Commenti a “Apple la fa grossa”

  1. TheEgo scrive:

    Certo che detto da uno che ha appena comprato l’iphone fa un po ridere eh… tu ti lamenti di apple e poi alla fine cedi sempre ai suoi prodotti. E’ un’azienda. Scorretta e arraffasoldi come le altre… mai creduto fosse filosoficamente migliore di altre. Nemmeno Google lo è (vedi come si è piegata al governo cinese). Ci sono società che lavorano meglio di altre su alcuni aspetti. Apple produce i migliori lettori mp3 e computer del mondo. Punto. E’ migliore in quello che produce al limite ma certo non per come si comporta… il think different è quasi più uno slogan commerciale che invita a cambiare computer e passare dall’altra sponda che non una filosofia di vita.

  2. settolo scrive:

    TheEgo, era uno slogan commerciale che però si portava dietro una certa visione del mondo, una visione che ha fatto “la differenza” e che ora si sta affievolendo.
    Ho comprato l’iPhone perché questo fatto non era ancora successo e perché comunque è un prodotto eccellente, l’ideale per le mie necessità. Hai ragione tu, fa prodotti migliori e, ora come ora, cedo a questa lusinga. Però in passato non ho sempre ceduto e non è detto che non possa tornarmi quella stessa voglia di complicarmi la vita.
    In fondo, Apple si dimentica di aver ricostruito il suo successo poggiando le basi su Unix, in versione Open Source per giunta, un parente stretto di Linux.
    Ora credo proprio che sbagli anche dal punto di vista commerciale a voltare del tutto le spalle a questo mondo; fino a che fa prodotti chiusi agli utenti (leggasi iPod) può essere anche vincente, ma chiudere le porte agli sviluppatori probabilmente non lo è.

  3. Enri scrive:

    Beh cos’è successo, Bill Gates non è più il grande satana?

  4. orangeek scrive:

    settolo, sono contento della tua “presa di coscienza” ma… ti serviva questo? nel senso… non hai impiegato un po’ troppo tempo? 🙂
    apple è sempre stata così: è sempre stata il mondo chiuso (dorato o meno dipende dai punti di vista) che coccola i suoi e isola i suoi e tutti gli altri.
    te lo dico, pur ritenendo iphone (e il touch, al quale stavo pensando) un ottimo oggetto, cosi’ come i macbook (anche se non rappresentano il mio ideale di portatile, non pesando 1kg).

  5. settolo scrive:

    @enri tu mi hai conosciuto nel periodo di più forte critica a microsoft, ma poi le cose col tempo sono anche un po’ cambiate, ma non troppo migliorate. Diciamo che ora sembrerebbe quasi esserci un diavolo in più …

    @orangeek non lo scopro certo adesso che Apple fa prodotti chiusi, infatti ho scritto di essere sempre stato un po’ troppo fan. Però fino ad ora Mac Os X è sempre stato aperto (viene da UNIX), anche se l’apertura era ben nascosta, e l’iphone è pubblicizzato come dotato di Mac Os X… Sembravano sulla strada giusta quando hanno deciso di permettere applicazioni di terze parti, ma ci stanno ricascando alla grande.

  6. jeby scrive:

    Ragazzi: una cosa è il prodotto, una cosa sono certe politiche dell’azienda. Non facciamo confusione! 😉 Le politiche di Apple sono abbastanza ambigue, non si può dire che sia del tutto chiusa, ma l’apertura non è totale… Però io ad oggi non comprerei mai un computer che non sia un mac, e non è questione di fanatismo, è che col mac mi trovo troppo bene. 😀

    PS: grazie per la segalazione!

  7. orangeek scrive:

    Con BSD Apple ha fatto la scelta saggia: ha sfruttato la licenza aperta di BSD prendendosi un bel kernel stabile e con la miriade di programmi di servizio intorno. C’ha costruito sopra un’interfaccia bella e soprattutto ben disegnata (Aqua) e l’ha blindata.
    A quanto so io, Apple alla comunità non ha mai restituito niente… ha solo preso. Non che questo non sia consentito dalla licenza BSD ma tant’è.

  8. settolo scrive:

    Apple ha contribuito direttamente allo sviluppo del kernel che ha preso e l’ha sempre rilasciato ancora come open, seppure con un po’ di ritardo (per certo fino all’arrivo dei processori Intel, poi non sono più informato). Lo stesso ha fatto con webkit, il motore che sta alla base di Safari e anche di Konqueror (il browser di KDE).

  9. orangeek scrive:

    uh, questo non lo sapevo. mea culpa.
    pensavo che avesse fatto la scelta “paracula”: prendo qualcosa di free, stabile e ci costruisco sopra un OS blindato.
    Il fatto, invece, che sviluppino sul kernel e lo restituiscano alla comunita’ (cosa, comunque, che penso che sia obbligata dalla licenza BSD, se e’ in questo simile alla GPL), e’ sicuramente un punto a favore di Cupertino.
    Rimane pero’ il fatto che Apple e’ un’azienda che ama blindare i suoi prodotti…

  10. Settoblo » Blog Archive » Apple ritratta scrive:

    […] deve essersi accorta di averla fatta grossa e ridefinisce la clausula di riservatezza sullo sviluppo di software per […]


Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "OK, accetto" permetti il loro utilizzo. Puoi trovare maggiori informazioni nella pagina dedicata alla privacy.

Chiudi