Ciarrapico e Feltri

Due parole sulla vicenda Ciarrapico e su un editoriale di Feltri sul giornale Libero di qualche giorno fa, sentito alla rassegna stampa di Radio 3.

In estrema sintesi, ho inteso che Feltri paragonasse i crimini fascisti ai crimini comunisti, sostenendo quindi che se si possono candidare i comunisti, lo possono fare anche i fascisti.

Volendo anche accettare che i crimini comunisti nel mondo siano paragonabili a quelli fascisti, sostengo comunque che la tesi di Feltri è un falso sillogismo, un tentativo di dare una visione distorta della realtà che, francamente, mi offende. E offende l’intelligenza delle persone.

In Italia, è noto, l’apologia del fascismo costituisce un reato (Wikipedia), mentre l’apologia del comunismo no, e il motivo mi sembra molto semplice: i crimini comunisti non sono stati in Italia (se non, forse, qualcosa di marginale), ma sono stati in altre parti del mondo, come la Russia; il fascismo, invece, si è macchiato anche in Italia di crimini abominevoli, come le leggi razziali.

In Italia il fascismo è fuorilegge, ma non lo è il comunismo, così come non lo è il nazismo o l’integralismo islamico. Perciò, l’analogia di Feltri non regge.
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3 Commenti a “Ciarrapico e Feltri”

  1. EmyBubi scrive:

    Ed è anche troppo comoda come affermazione. L’arroganza delle affermazioni e dei comportamenti di Ciarrapico è sconcertante: se ne infischia totalmente. Pretende di aver ragione. E che siamo, all’asilo!?
    Ultimamente la politica non fa che lasciarmi perplessa! Mah..

  2. Martin scrive:

    Francamente definire “marginale” un qualsiasi omicidio offende me.

    E non mi interessa se il nazismo e il comunismo non sono considerati fuorilegge solo perchè non hanno fatto abbastanza morti in casa nostra ma sicuramente fuori dall’Italia, fanno schifo tutti: fascisti, comunisti, nazisti, terroristi.

  3. settolo scrive:

    @Martin: mi spiace, ma per quanto un omicidio non sia un evento marginale, è sempre stata marginale la parte colpevole di tale, o di tali, omicidi. Se pensiamo alla resistenza, il giudizio storico sul movimento in generale è già stato dato: in generale è positivo, salvo alcuni eventi negativi. Idem, credo, per il comunismo in Italia del dopo-guerra (c’è sia Berlinguer, sia le BR).
    Il fascismo, così come il nazismo in Germania e il comunismo in Russia, ha permeato tutta la società e si è macchiato di crimini generalizzati, sistematici, di legge (deportazioni, leggi razziali, decimazioni; i miei nonni me le raccontavano direttamente queste cose, ora sembra proprio che si sia persa la memoria). E c’è una bella differenza, se permetti.
    Non per niente, il fascismo in Italia è illegale, il resto no. Se vuoi, puoi discutere la legge, ma la legge è questa e, quindi, mettere fascisti italiani e comunisti italiani sullo stesso piano è un errore (nel caso di Feltri, temo, del tutto consapevole).

    Te lo spiego con un altro esempio: se un mormone commette un omicidio nel nome della sua religione, l’omicidio non è marginale, ma è marginale il fatto che si tratti di un mormone, perché un solo mormone ha fatto una cosa del genere, e tutti gli altri no.


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