La manovra “salva Italia”

lunedì 5 dicembre 2011

A proposito di quello che ruota intorno alla manovra “salva Italia” varata dal neo consiglio dei ministri di Monti, qualche mese fa, e solo qualche post fa, scrivevo sulla manovra di Agosto:

Mi sento offeso dal fatto che il PD ritiene che il contributo di solidarietà vada a colpire il ceto medio. Scusate, ma 90.000 EUR di reddito all’anno per una persona a me non sembrano da ceto medio.

Ora, di nuovo, il PD è contento che non abbiano aumentato l’aliquota IRPEF (così ha detto Bersani da Fazio): non le due più alte, neppure soltanto l’ultima più alta. Sono di nuovo enormemente scandalizzato ed offeso. Ceto medio a chi? Ma davvero continuerò a votare questi qua? Siate almeno scandalizzati, anche se poi dovrete votare per senso di responsabilità.

L’altra cosa che mi fa rabbia del contorno alla manovra è che ora ci toccherà sopportare i sindacati che, prendendo soldi dai pensionati iscritti, chiedono ai lavoratori di scioperare per protesta contro la mancata indicizzazione delle pensioni (tra l’altro, escludendo non solo le minime, ma anche quelle fino a circa 1000 Euro, che saranno tutte indicizzate). Già hanno iniziato CISL e UIL (almeno dei metalmeccanici) con 2 ore di sciopero domani 6 Dicembre. Ma dov’erano questi sindacati quando si andava in pensione prestissimo e con pensioni altissime? Adesso chiedono solidarietà tra categorie, ma a quel tempo? E dove sono i sindacati quando c’è da protestare per i precari, le partite IVA finte, etc.? Per una volta si colpisce (anche) chi i privilegi li ha già goduti, e non solo chi li deve ancora avere e non li avrà mai, e devo anche protestare, rimettendoci il mio stipendio?

Le cose che mi fanno rabbia della manovra, invece, sono quelle che non ci sono, e quelle che potevano esserci. Ma soprattutto il fatto che mia madre, che avrebbe maturato il diritto alla pensione tra meno di un anno, dovrà aspettarne altri tre, quando chi è nato 7 mesi prima di lei è in pensione già da un anno. Questo significa che la riforma non è strutturale, altrimenti l’innalzamento sarebbe stato graduale, ma d’emergenza. E per i giovani che desiderano dei figli, non poter contare sui nonni è una mezza tragedia, dato che i servizi sono quasi inesistenti.

 

Sulla manovra

venerdì 19 agosto 2011

Mi sento offeso dal fatto che il PD ritiene che il contributo di solidarietà vada a colpire il ceto medio. Scusate, ma 90.000 EUR di reddito all’anno per una persona a me non sembrano da ceto medio.
Leggo che la percentuale di dichiarazioni dei redditi che arriva a tali cifre è inferiore al 2%. Dico, inferiore al 2%. Vogliamo veramente parlare di ceto medio? Può forse essere ceto medio nella realtà, ma non certo nei dati delle dichiarazioni dei redditi, che sono quelli che contano in questo caso.

Non è forse che, invece, questi signori si trincerano dietro questa battaglia, per difendere, ancora una volta, il proprio stipendio da parlamentare (che verrebbe tassato il doppio rispetto agli altri) e quello dei propri amici ricchi?

Invece, condivido il fatto che, ancora una volta, si colpisce chi già paga le tasse, mentre le misure contro l’evasione fiscale siano nulle. Questa è l’ingiustizia.

Bello l’articolo ceto medio a chi? di Rosaria Amato, che contiene queste e molte altre interessanti considerazioni.


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