Facebook è il male

domenica 16 maggio 2010

Facebook è il male, e continua a peggiorare.

A questo link si vede bene quant’è enorme la quantità di notizie che nel tempo sono state rese pubbliche come standard.

Ora, ancora peggio, l’utente non può più neppure decidere di non condividerle in quanto moltissime informazioni sono diventate pubbliche, accessibili da tutta internet, senza più la possibilità di tenerle solo per la “ristretta” cerchia degli amici. A quest’altro link viene mostrato quali sono.

Ecco un esempio di delirante messaggio di Facebook, visibile nelle impostazioni sulla privacy:

Queste impostazioni ti consentono di controllare solo le informazioni che gli altri possono vedere sul tuo profilo. Tali informazioni, come le Pagine che ti piacciono e la lista dei tuoi amici, continuano ad essere pubbliche, quindi potrebbero essere visualizzate altrove sul sito ed essere accessibili alle applicazioni che usate tu e i tuoi amici.

Lo traduco perché io ho impiegato qualche minuto a capirne il senso: queste informazioni sono comunque pubbliche e accessibili da tutti su internet, compreso google, compreso qualunque sito, comprese le applicazioni di Facebook che poi magari le usano per vendere pubblicità. Però, ti permettono almeno di non farle vedere direttamente sul tuo profilo, a condizione che tu vada nelle impostazioni a specificarlo.
Mi chiedo: se tanto sono pubbliche e accessibili da tutti, anche da siti esterni a Facebook stesso, quanto poco ha senso limitarne la visualizzazione sul mio profilo? Perché non mi permettete anche di impedirne la divulgazione?

In quest’altro esempio, però, tocchiamo il fondo:

Se i tuoi amici usano un’applicazione o un sito Web che tu non usi, puoi controllare alcuni tipi di informazioni a cui tale applicazione può accedere. Ti facciamo notare che le applicazioni potranno accedere al tuo nome, immagine del profilo, sesso e alle informazioni per le quali la privacy è impostata su “Tutti”. Potranno accedere anche alle tue connessioni, salvo quelle contrassegnate con un asterisco qui sotto.

Praticamente, se io consento ad un mio amico di vedere una mia informazione entro certe categorie (quasi tutte), quel mio amico “potrebbe decidere di” (ma la scelta di fatto mi pare sia l’impostazione standard, quindi sarebbe meglio dire “può, a meno di provare a impedirlo entrando nelle pagine di impostazioni di Facebook più nascoste e selezionando l’opportuna casella”) renderla pubblica su qualunque sito web e per qualunque applicazione. Alcune cose non posso in nessun modo impedire che siano così divulgate (nome, compleanno, luogo e altre), mentre per altre posso impedirlo solo andando a selezionarle appositamente in una lista.

Roba da matti.

Limiti di Facebook

lunedì 4 maggio 2009

facebook

Il giornalista Vittorio Zambardino, de La Repubblica, si è visto cancellato il suo account su Facebook senza alcun motivo apparente.

Ne scrive uno splendido articolo nel quale annuncia battaglia per la difesa di diritti che devono essere inalienabili (almeno per lo stato italiano). Da leggere e da riflettere.

Su Facebook

venerdì 28 novembre 2008

Mi sono iscritto a Facebook perché non potevo più evitarlo. Il problema è che mi piace pure e questo mi spaventa, perché razionalmente continuo a ritenerlo il male.

Il motivo è ben rappresentato da questo post.


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