Due parole sulla vicenda Ciarrapico e su un editoriale di Feltri sul giornale Libero di qualche giorno fa, sentito alla rassegna stampa di Radio 3.
In estrema sintesi, ho inteso che Feltri paragonasse i crimini fascisti ai crimini comunisti, sostenendo quindi che se si possono candidare i comunisti, lo possono fare anche i fascisti.
Volendo anche accettare che i crimini comunisti nel mondo siano paragonabili a quelli fascisti, sostengo comunque che la tesi di Feltri è un falso sillogismo, un tentativo di dare una visione distorta della realtà che, francamente, mi offende. E offende l’intelligenza delle persone.
In Italia, è noto, l’apologia del fascismo costituisce un reato (Wikipedia), mentre l’apologia del comunismo no, e il motivo mi sembra molto semplice: i crimini comunisti non sono stati in Italia (se non, forse, qualcosa di marginale), ma sono stati in altre parti del mondo, come la Russia; il fascismo, invece, si è macchiato anche in Italia di crimini abominevoli, come le leggi razziali.
In Italia il fascismo è fuorilegge, ma non lo è il comunismo, così come non lo è il nazismo o l’integralismo islamico. Perciò, l’analogia di Feltri non regge.
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