Pensieri sulle elezioni regionali

lunedì 1 giugno 2015

Annoto qui, soprattutto come pro-memoria personale, alcune considerazioni sparse sulle elezioni regionali di ieri; a caldo e, dunque, non ancora del tutto elaborate.

  • Il dato della bassa affluenza è il più importante ed è drammatico; la disaffezione verso la politica e in particolare verso le regioni ha raggiunto livelli patologici; credo che nessuno, in questo contesto, possa gridare alla vittoria.
  • La Lega è andata benissimo, superando direi ovunque Forza Italia sia come lista, sia come risultato del candidato presidente (insieme a FDI e AN, contro quello di FI e alleati vari).
  • Forza Italia è andata malissimo; infatti, ha vinto solo dove alleata con la Lega (in Liguria grazie anche alla divisione a sinistra) e ha perso anche contro Toti in Puglia.
  • Il M5S è molto lontano dall’essere in dissoluzione, come in molti erroneamente ritenevano.
  • Pastorino è andato bene, meglio delle previsioni e meglio degli ultimi (e penultimi) esperimenti a sinistra, ma non benissimo; personalmente mi aspettavo superasse il 10%; inoltre in quella regione il sostegno a lui era molto più trasversale del solo Civati e, dunque, credo che quel risultato non possa essere esteso a livello nazionale (per ora; ma sicuramente lavoreranno perché avvenga); molto indicativo è, ad ogni modo, il 3% di voto disgiunto, un tipo di voto molto difficile da fare e che testimonia una insofferenza molto forte di pezzi del PD nei confronti della candidata Paita.
  • Il PD è andato oggettivamente male; le dichiarazioni sono ovviamente di segno opposto, ma secondo me è innegabile che in Veneto sia stata una disfatta (inizialmente imprevista, poi annunciata, ma inaspettata nelle dimensioni), in Umbria una vittoria meno scontata del previsto, in Toscana probabimente il PD e Rossi si aspettavano di andare meglio, in Liguria siamo allo psicodramma (e ci arrivo).
  • In Liguria a sinistra hanno perso tutti e ha vinto il centrodestra (e in particolare NCD e affini che prima hanno sostenuto e fatto vincere Paita alle primarie e poi l’hanno fatta perdere); la sconfitta è iniziata con l’avere liquidato in un niente le proteste sui brogli alle primarie ed è continuata nell’essersi comportati come se l’uscita di pezzi del PD non fosse un problema del quale preoccuparsi (salvo poi accusarli quando ci si è resi conto che non erano poi così marginali), nell’incapacità di fare sintesi sia nel PD sia fuori dal PD. Oggi vorrei leggere dichiarazioni in questo senso, invece di cori trionfanti di alcuni sostenitori di Pastorino e accuse feroci di alcuni pezzi del PD, ad esempio la candidata presidente Paita. La sconfitta è di tutti; poi ognuno ne darà, legittimamente, una lettura diversa (per alcuni, anche a sinistra, è meglio veder vincere Toti che la Paita, per altri è il contrario); ma io ritengo che tutta la sinistra dovrebbe ambire a trovare una sintesi condivisa e che quello debba essere l’orizzonte di riferimento nel medio e lungo periodo.
  • Il futuro della Campania è un punto molto delicato; come gestirà Renzi l’obbligo di procedere, con un atto che è tecnicamente dovuto e non una scelta politica, a sospendere il vincitore De Luca? Temporeggiamento, decreto, altro? Sarà molto interessante da osservare, e delicato.

L’incompetenza di chi ci governa

martedì 9 marzo 2010

Prima hanno clamorosamente sbagliato a presentare le liste elettorali, come ammesso dagli stessi Berlusconi e Bossi.

Ora sono riusciti nell’incredibile opera di sbagliare il decreto legge, fatto tra mille polemiche con l’unico intento di rimediare al pasticcio precedente.

Che brutto spettacolo.

Rispettare la legge

domenica 7 marzo 2010

Avrei bisogno anche io di un «decreto interpretativo» che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei mignotti. Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi impedimenti da opporre. Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa. Perché considero ovvio rilasciare fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale. Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito «ma le serve la ricevuta?» che non è che serva a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all’estero. Perché non ho un sotto banco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono.
Io – insieme a qualche altro milione di italiani – sono l’incarnazione di un’anomalia. Rappresento l’inspiegabile. Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.

Michele Serra da L’Amaca su La Repubblica – 7 marzo 2010

(via ciwati e FB)

Ancora sulle liste elettorali

giovedì 4 marzo 2010

Alcuni pensieri sparsi.

Il PD viene accusato di aver ordito un complotto per escludere dalla competizione le liste avversarie. Io penso che il PD non sia in grado di pensare, e tantomeno di organizzare, un tale complotto.

Si sente parlare di diritto di voto negato. A me pare che nessuno voglia impedire a nessuno di andare a votare, eventualmente si parla del diritto di presentarsi per essere votati. Visto che ci sono liste che non sono riuscite a raccogliere le firme necessarie, non hanno voluto, o saputo, raccoglierle in modo irregolare e, quindi, non potranno presentarsi, non capisco perché dovrebbe essere consentito ad altri che, invece, hanno saputo raccoglierle in modo irregolare o in ritardo.

Mi fa paura sentire che “sono pronti a tutto”. Giampaolo Pansa già prefigura una situazione in cui gli elettori del centrodestra potrebbero fisicamente occupare i seggi. Perché si deve alimentare questo clima d’odio?

Deve pure esserci un modo per risolvere la situazione rimanendo nella piena legalità. Tutti vogliono che il centrodestra possa presentarsi, o ne verrebbe fuori una gran confusione. Però ci si deve arrivare nel pieno rispetto della legalità, altrimenti lo stato democratico va a rotoli: se oggi si rinuncia al criterio delle firme perché tanto “si sa” che quel partito raccoglie un minimo di voti e, quindi, ha diritto a presentarsi alle elezioni, in futuro si potrebbe rinunciare alle elezioni stesse perché “si sa” che quel partito ha la maggioranza.

Il pasticcio delle liste

martedì 2 marzo 2010

Civati faceva notare, qualche tempo fa, che il centrodestra non aveva ancora definito i candidati a pochi giorni dal termine ultimo di presentazione delle liste e, giustamente, si chiedeva come avrebbero fatto a raccoglierle tutte in un giorno e mezzo, considerando anche che al PD occorrono un paio di settimane.

La risposta è resa evidente dai fatti: non era possibile riuscirci, almeno non in modo regolare e trasparente. Sforzandosi di pensare bene, si può forse dire che la fretta ha prodotto degli errori.

Gigi Moncalvo a Novi Ligure

venerdì 19 giugno 2009

moncalvo robbiano

Cercando tra le statistiche di questo blog, scopro che sul blog Il Futuro di Novi si parla di me e della faccenda che mi ha visto denunciato per diffamazione dal sig. Moncalvo, e pienamente assolto.

Arrivo così a sapere (evidentemente ero stato un po’ distratto, perché ne hanno parlato anche i giornali di tiratura nazionale) che il sig. Moncalvo si è candidato come sindaco di Novi Ligure, tra mille polemiche e privo dell’appoggio del suo partito di provenienza, la Lega.

Moncalvo è arrivato al ballottaggio contro Robbiano, mentre è esclusa la Porta. La situazione è critica perché bisognerà vedere come si schiereranno gli elettori della Lega, ma dal blog sopra citato mi pare chiaro che il partito, la Lega, si sia schierato assolutamente contro Moncalvo.

Per motivi di rancore personale, non posso ovviamente che augurarmi vivamente, vivamente, e ancora vivamente, che al ballottaggio prevalga Robbiano.

Considerazioni sparse sulle elezioni

lunedì 8 giugno 2009

Giusto qualche pensiero in ordine sparso.

Da qualche parte, non ricordo dove, avevo letto di una metafora calcistica, che reinterpreto in questo modo: mi pare di essere la Juventus appena risalita dalla serie B, contenta di non limitarsi ad arrancare a metà classifica, ma lontana dalla vetta, e che gode se l’odiata Inter perde lo scudetto sbagliando un rigore all’ultima giornata. Per l’Inter è andata diversamente, ma il Papi ha effettivamente sbagliato il rigore decisivo!

Fantastico risultato della Serracchiani, che travolge l’insopportabile e impresentabile capo lista del PD nella mia circoscrizione (Berlinguer, colui che distrusse scuola e università), nonostante fosse appoggiata solo dal PD del Friuli Venezia Giulia e da internet, che per una volta si è dimostrata in grado di spostare consensi.

Significativo e quasi incredibile calo di consensi del PD a Ferrara, che va al ballottaggio alle provinciali e pare anche alle comunali. Ne sono felice: evidentemente anche i miei concittadini, notoriamente dotati di enorme inerzia elettorali, si sono decisi a contestare la pessima amministrazione degli ultimi 10 anni (giudizio evidentemente personale, ma inaspettatamente condiviso).

Ottima notizia il successo elettorale del Partito dei Pirati in Svezia. Ieri sera in televisione ho sentito dire che è il partito di quelli che vogliono l’abolizione del copyright: definizione aberrante. Per fortuna su Radio2 questa mattina il giornale radio si è espresso meglio dicendo che è il partito dei giovani che conoscono a fondo internet e vogliono il rispetto della privacy, l’abolizione dei brevetti sul software e la ridefinizione moderna del copyright: tutta un’altra musica.

Riporto anche alcuni commenti strappati su FriendFeed prima che arrivassero i risultati:

Io non voto Sinistra e Libertà, non voto Rifondazione e dio mi fulmini se voto IDV, ma considero il voto dato ai suddetti un modo per far capire al PD che va abbattuto e rifondato. Da zero. Per farlo diventare un partito che capisca che non si può supportare i Cofferati e lasciare quelli che hanno detto qualcosa di interessante a pietire 5.000 euro per i santini. – Gianluca Neri

comunque, se vogliamo continuare a giocare ne dico un’altra: perché deve lamentarsi più uno che non si sente rappresentato perché c’è lo sbarramento, di me che non mi sento rappresentato perché non c’è neanche il partito? – Luca Sofri

Disfattista illuso. Questa volta non potrai nemmeno fare la solita parte di quello che dice ve l’avevo detto. Lo sanno tutti. Quello che si decide è solo la granulometria della sabbia che useranno per foderare i nostri culi, prima dello sfondamento. – Matteo Bordone

PS: ma quanto lo voglio il nuovo MacBook Pro da 13”! Ora costa 1149 EUR, prima invece?

Cofferati alle europee

martedì 7 aprile 2009

Pare che si pensi di candidare Cofferati come capolista del PD in Lombardia – Piemonte – Liguria – Valle d’Aosta. Pare che gli altri candidati di quelle regioni, alle europee ma anche alle amministrative, non siano affatto d’accordo. Pare allora che si stia pensando di dirottarlo nella circoscrizione che comprende Bologna e Ferrara.

Dopo aver vissuto a Bologna e provincia, da studente e lavoratore, da pendolare e in affitto, conosco il sentire comune su Cofferati.

Candidarlo ancora dopo il fiasco di Bologna mi pare un grave errore, e ne terrò conto quando andrò a votare.

Proiezioni ore 17.30

lunedì 14 aprile 2008

Preferivo non illudermi neppure con gli Exit-Poll

Perché votare

venerdì 11 aprile 2008

Ieri sera ho partecipato ad un incontro sul perché sarebbe giusto andare a votare e non astenersi. Nel farlo, ho portato con me i ragazzi che educo e che sono, quasi tutti, alle prime esperienze di voto.

Senza entrare, per ora, nel merito della questione, volevo solo segnalare e quelli che ritengono che l’unico voto utile sia il non voto, come Beppe Grillo e tutti quelli che lo ascoltano, di chi sono in compagnia.

L’incontro di ieri è stato sulla scia di quelli che da più di 10 anni vengono sempre organizzati a Ferrara prima di ogni elezione (anche amministrativa) da una serie di associazioni, tendenzialmente cattoliche.
Questa volta, l’Azione Cattolica e tutte le associazioni più legate alla Curia si sono chiamate fuori e la Curia stessa si è rifiutata di offrire la sala normalmente utilizzata per questi incontri.

Capito bene. Un incontro apartitico, durante il quale si è parlato solamente del perché si dovrebbe o non si dovrebbe votare e del significato di cittadinanza attiva e responsabile, è stato boicottato dalla Curia, che si giustifica dicendo che sono le indicazioni di Bagnasco. Lo stesso tipo di incontro fatto sempre nelle occasioni precedenti.

Ognuno tragga le proprie conclusioni. (altro…)


Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "OK, accetto" permetti il loro utilizzo. Puoi trovare maggiori informazioni nella pagina dedicata alla privacy.

Chiudi