Archivio della Categoria 'Politica'

Cosa pensa D’Alema di Marino

lunedì 26 ottobre 2009

Una componente della mozione Marino di Ferrara mi segnala questo post di Gilioli che, in sostanza, si riduce al video qui sotto, dove D’Alema, «Senza nessuna polemica», afferma: «Marino è un mio collaboratore che si è preso la libertà di candidarsi». E molto altro.

Il PD è ora saldamente in mano a questo personaggio, e io rabbrividisco.

Outing per Marino

giovedì 22 ottobre 2009

casadei marino

Già si intuiva, ma ora lo si ufficializza. Questo blog tifa Marino con tutte le sue forze. Anzi, per essere precisi, chi scrive figura anche tra i candidati regionali per l’Emilia Romagna.

I motivi sono tanti, troppi, ma in estrema sintesi posso dire che il PD mi pare l’ultima speranza di rendere politicamente un po’ migliore questo paese, ma non il PD di adesso: serve cambiamento e Marino incarna la direzione che ritengo vada presa.

Inutile dire che spero che in moltissimi vadano a votare alle primarie del PD e, possibilmente, che votino Marino.

La Binetti sta con Bersani

giovedì 15 ottobre 2009

Una notizia degli ultimi giorni che mi ha fatto particolarmente rabbia è che la Binetti ha contribuito all’affossamento della legge contro l’omofobia.

Per le primarie del PD, io sto con Marino e ho sempre visto grossi motivi di vicinanza con Franceschini, a parte il fatto che fosse appogiato da Rutelli e la Binetti e, quindi, poco credibile quando afferma di credere in un PD laico.

È notizia di ieri che la Binetti appoggia Bersani.
LA BINETTI APPOGGIA BERSANI???

Ora ho due motivi importanissimi per fare tutto quello che posso per evitare che Bersani vinca: D’Alema e la Binetti, che lo appoggiano entrambi.

Il Primo Ministro non è eletto dal popolo

domenica 11 ottobre 2009

La cosa che più mi aveva stupido delle esternazioni di Berlusconi dopo la bocciatura del Lodo Alfano era la sua pretesa di essere eletto dal popolo, e quindi di essere migliore del Presidente della Repubblica o della Corte Costituzionale. Per meglio dire, non mi stupiva tanto la sua affermazione, quanto più il fatto che nessuno la contestasse.

Il Primo Ministro, infatti, non è affatto eletto dal popolo. Neppure si chiama Presidente (come piace a Berlusconi), semmai Presidente del Consiglio, per ricordarsi che non è certo il Presidente degli Italiani, ma soltanto il Presidente del Consiglio dei Ministri, o Primo Ministro appunto.

La nostra Costituzione, che grazie al cielo Berlusconi ancora non è riuscito a cambiare così in profondità, dice che il Primo Ministro è nominato dal Presidente della Repubblica, su indicazione dei partiti eletti alle Camere. Non siamo in una Repubblica Presidenziale.

La legge elettorale è stata via via modificata per portare quanto più possibile all’elezione diretta del Primo Ministro, storcendo le indicazioni della Costituzione.

Oggi, finalmente, trovo un articolo su La Repubblica nel quale, finalmente, si dice quello che ho scritto qui sopra. C’è anche un’ottima analisi che spiega che, in fondo, i voti presi da Berlusconi non sono affatto tanti.

Marino sulla Ru486

lunedì 5 ottobre 2009

In questo caso, faccio un copia e incolla di questo post sul sito di Marino. Troppo condivisibile.

Ignazio ha affermato oggi che “è semplicemente ridicolo pensare che un’indagine conoscitiva, condotta da una commissione legislativa composta da politici, possa valutare ciò che è stato fatto per anni da tecnici americani, europei e italiani, esperti di farmacologia e medicina. Vale la pena ricordare che la Ru486 non è un farmaco sperimentale, esiste da anni, è utilizzato in molti paesi, ed è stato studiato e autorizzato dagli organismi più importanti a livello mondiale: la Fda per gli Stati Uniti e l’Emea per tutta l’Europa. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) deve poter procedere in maniera indipendente senza sentire sulla testa la spada di Damocle di una Commissione del Senato che indaga non si sa bene perché”.

Ignazio ha concluso affermando che “la politica dovrebbe perdere l’abitudine di mescolare i propri obiettivi interni con le questioni tecniche che richiedono percorsi e competenze specifiche”.

La Daddario ad Annozero

venerdì 2 ottobre 2009

Torno a scrivere su questo spazio dopo quasi un mese di inattività, durante il quale mi sono successe un’infinità di cose, con un post molto simile al precedente: due pensieri su Berlusconi e la Daddario, in particolare per la
sua presenza ad Annozero di ieri sera.

Il primo pensiero è che tutti i giornali e le televisioni del mondo, compresa la RAI, parlarono della storia di Bill Clinton e del sesso orale (e gratuito) nella camera ovale. Perché ora non dovrebbero parlare del sesso vero (e a pagamento, anche se pagato pare da altri) di Berlusconi a palazzo Grazioli e/o villa Certosa? Perché deve essere considerato gossip e non una notizia che gli Italiani hanno il diritto di sapere?

Il secondo pensiero riguarda chi dice che nel servizio pubblico non dovrebbe esserci spazio per certe frivolezze. Il fatto che non siano frivolezze è già stato discusso poche righe sopra, ma, anche ammettendo che lo siano, non capisco perché nessuno dice
nulla, ad esempio, di frivolezze come L’Isola dei Famosi o X-Factor.

Il clima da censura è evidente, palpabile e scandaloso, pensando anche alla questione Dandini.
E io che rivorrei Luttazzi in televisione…

Responsabilità penali per Berlusconi

venerdì 11 settembre 2009

Una delle notizie di oggi è che Berlusconi non avrebbe responsabilità penali nella questione legata a Tarantini e alle escort (leggasi prostitute), almeno stando alle dichiarazioni rese da Tarantini stesso, che afferma di aver presentato le ragazze a Berlusconi come sue amiche.

Ho due riflessioni.

La prima è che, mi par di capire, le non responsabilità penali di Berlusconi deriverebbero dal fatto di non aver pagato per quelle ragazze, cioè di essere effettivamente solo il famoso “utilizzatore finale”. Non sono sicuro di aver capito bene, ma, se è effettivamente così, mi pare ugualmente inaccettabile dal punto di vista politico, e non solo.

La seconda riflessione è che, se effettivamente le cose stanno come sopra ipotizzato, mi pare piuttosto improbabile che Berlusconi pensasse effettivamente che non ci fosse alcun tornaconto per le amiche offerte da Tarantini: non lo faccio così ingenuo.

Quindi, dal mio punto di vista, può anche essere che non ci siano responsabilità penali, ma questo non toglie nulla alla gravità degli eventi.

E in mezzo ci mettiamo D’Alema, che pare fosse anche lui in stretti rapporti con Tarantino. Vedremo anche in questo caso cosa dirà la magistratura in merito a questi rapporti.

Scosse in arrivo

mercoledì 9 settembre 2009

Prima dell’estate si era parlato di “scosse” in arrivo che avrebbero toccato Berlusconi e tutti avevano pensato alle inchieste di Bari, cioè allo scandalo di Berlusconi “utilizzatore finale” di prostitute.
D’Alema, colui che per primo aveva parlato delle “scosse”, si era subito affrettato a dire che lui intendeva tutt’altro.

Recentemente ho poi sentito parlare di nuovo di queste “scosse”, associate alle procure e all’antimafia, ma ancora non avevo capito.

Ora Berlusconi sorprende tutti (come al solito) e anticipa lo scandalo parlando per primo di quelli che lui definisce i complotti delle procure per screditarlo e avvicinarlo all’ambiente mafioso. Ne parla Libero di oggi.

Staremo a vedere come va a finire. Anche Fini mostra ormai in modo evidbte tutta la sua insofferenza. Che sia la volta buona?

Pippo Civati

domenica 30 agosto 2009

Ieri sera ho incontrato Pippo Civati, della mozione Marino.

Incontro bello e interessante. Molto convincente.

In difesa della libertà di stampa

sabato 29 agosto 2009

Ecco l’appello di Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky pubblicato su questa pagina de La Repubblica e che invito tutti a firmare:

L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera “retoriche”, perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.

Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.

Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.

Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky