Archivio di dicembre 2017

Il bilancio della legislatura

venerdì 29 dicembre 2017

Sento il bisogno, anche per fare chiarezza dentro di me e capire cosa fare nel prossimo futuro, di scrivere il mio bilancio di questa legislatura. Per me non è tutta da buttare, ma si porta dietro comunque molti aspetti negativi.

Prima le cose positive, poi quelle negative.

La legge sul fine vita e sul testamento biologico, quella sul dopo di noi (per le persone disabili quando i loro genitori muoiono), la legge sulle unioni civili, il divorzio breve, la legge sui testimoni di giustizia sono per me provvedimenti estremamente positivi, che fanno fare all’Italia passi in avanti importanti nella classifica di civiltà, classifica dove stavamo certamente perdendo posizioni. Sono temi difficili e delicati, non tutti concordano e la mia anima cattolica su alcuni aspetti è in difficoltà, ma sono temi che un paese moderno deve affrontare.
Ritengo estremamente positivi anche i provvedimenti in tema di digitalizzazione e semplificazione della burocrazia; sono cose meno appariscenti, ma con ricadute enormi delle quali ci renderemo conto in futuro. Mi riferisco ad esempio al 730 precompilato, che sembra una cosa da niente, ma penso sia il vero motivo per il quale il Governo Renzi ha perso l’appoggio dei sindacati.
Ma enorme è anche il lavoro di Diego Piacentini e la sua rivoluzione: la digitalizzazione della pubblica amministrazione; è una rivoluzione silente, ma gli impatti (a meno che il prossimo governo non blocchi tutto) saranno enormi. Penso all’anagrafe unica, all’identità digitale, alla piattaforma Pago Pa per i pagamenti e a molto altro.
Anche in tema di economia ed equità ritengo che siano stati fatte alcune buone cose: gli 80 Euro (ebbene sì: io li reputo positivi, perché sono stati un modo vero di abbassare le tasse sul lavoro per chi lavora, senza gli effetti negativi dell’evasione fiscale), il canone RAI in bolletta, regole diverse per i bilanci degli enti locali, la capacità di intercettare occasioni e portare investimenti in Italia. Sono alcuni esempi, ma c’è anche altro.

La legge sulla tortura rientra nel novero delle cose positive, ma non così positive: è stata fatta (che è molto), ma è stata fatta male.
Nella stessa categoria metto anche i nuovi ammortizzatori sociali basati sul sostegno alla persona e non sulla conservazione del posto di lavoro. Condivido il concetto, ma dovevano essere universali (cioè per tutti, indistintamente), non limitati nel tempo (se perdi il lavoro, ti sostengo finché non ne trovi un altro o finché non te lo trovo io e tu lo rifiuti) e strutturali (cioè validi per sempre, non da dover rifinanziare ogni anno, col risultato che i prossimi governi se ne “dimenticheranno”).

Infine veniamo all’elenco delle cose negative, che purtroppo è estremamente lungo e, soprattutto, pesante.

Si parte con lo Sblocca Italia dove (semplifico enormemente) si è tolto il controllo degli enti locali sugli inceneritori e dove sono state prorogate le concessioni autostradali in modo improprio (secondo le regole europee) e comunque secondo me totalmente sbagliato.
La cosa per me più insopportabile è stata comunque la riforma dell’articolo 18 (contenuta nel famoso Jobs Act). Insopportabile anche perché corredata da un corollario di falsità a mezzo stampa veramente imbarazzante: non conto ad esempio il numero di volte in cui ho letto che si aboliva il reintegro “in caso di licenziamento per motivi economici”; in realtà anche prima non c’era alcun reintegro in caso di licenziamento per motivi economici, e neppure alcun indennizzo; il reintegro era in caso di licenziamento per FALSI motivi economici, cioè se l’azienda finge di avere problemi economici inesistenti per giustificare un licenziamento!
In generale, tutto ciò che si diceva di voler introdurre con quella riforma era con ogni probabilità già stato introdotto dalla riforma Fornero, alla quale neppure si è dato il tempo di produrre i suoi effetti prima di intervenire ulteriormente con una modifica che, nei fatti, può andare ben oltre quanto sbandierato.
Ritengo sia stata disastrosa la gestione della questione banche, e in particolare (per ovvie ragioni geografiche) della Cassa di Risparmio di Ferrara, sostanzialmente lasciata fallire insieme a Banca Etruria e alle altre, mentre per casi analoghi sono state trovate soluzioni diverse. Soprattutto non ho mandato giù il fatto che i piccoli risparmiatori ferraresi siano stati dipinti come avidi speculatori per aver comprato azioni o obbligazioni subordinate, come se rendessero molto (rendevano circa come i BOT!). Ho faticato molto a ritrovare il prospetto informativo delle famose obbligazioni subordinate e a rileggerlo sono stato male per la fatica di capire che erano obbligazioni subordinate.
È stato un’enorme delusione il fallimento della riforma costituzionale; non era una gran riforma, ma io ero convinto che fosse un miglioramento necessario ed urgente; invece il referendum non è passato, a mio avviso perché Renzi l’ha fatto diventare un plebiscito su sé stesso anziché sul merito e perché non è stato capace di creare consenso allargando il campo.
Questo atteggiamento più in generale è stato uno delle cause di una delle peggiori eredità di questa legislatura, cioè un generale imbarbarimento del dialogo istituzionale e del rapporto tra le istituzioni, nonché una sfiducia sempre più profonda di gran parte delle persone.
Non condivido per niente la linea del governo sulla gestione dei migranti, vale a dire l’opera di Minniti. Certamente i flussi si sono ridotti, ma a quale prezzo? Abbiamo dimenticato cos’è l’umanità, cos’è l’accoglienza, cos’è la solidarietà, valori che dovrebbero essere alla base della nostra civiltà. La soluzione doveva e poteva essere quella di una gestione europea del problema, ma è mancata la forza politica di imporla fino alla fine e farla attuare, dopo i proclami iniziali.
Non condivido l’abolizione dell’IMU (o una qualunque delle altre sigle equivalenti) sulla prima casa, che era un modo per rendere il fisco più giusto e più equo. Non condivido per niente la normativa sulla residenza (contenuta nel decreto “Piano Casa”) che privava i senza-fissa-dimora di diritti fondamentali, salvo ripristinarli ad un anno di distanza con una circolare esplicativa.

C’è sicuramente altro, in positivo e in negativo, ma mi fermo qua. Penso sia abbastanza.

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sabato 16 dicembre 2017

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