Gender e logica (eh?)

Gender signs

Non riesco più a sopportare di leggere ovunque le posizioni degli oppositori della cosiddetta “teoria del gender” per un motivo molto semplice: perché il loro ragionamento è fallace. Io adoro la logica (intesa in senso matematico) e, pur non essendo un esperto della materia, provo fastidio quando un ragionamento è palesemente illogico. Seguitemi.

La “teoria del gender” non esiste (1). Esistono, invece, “studi di genere” i quali affermano (2), semplifico, che l’identità di genere, l’orientamento sessuale e il sesso biologico sono cose distinte e, in particolare, che il genere è determinato anche dalla cultura e dall’educazione.
Ora, tutti quelli che dicono di essere contrari alla “teoria del gender” e al contempo si preoccupano dell’educazione dei bambini/giovani/adolescenti, sono in contraddizione con loro stessi. Preoccupandosi dell’educazione, di fatto stanno dicendo che essa influenza l’orientamento sessuale ed il genere delle persone e, dunque, stanno dicendo la stessa cosa che affermano gli “studi di genere”.
È un ragionamento logico così semplice.

Posto che questi “difensori della famiglia” e oppositori della “teoria del gender” in realtà sono i primi a sostenere le stesse cose che affermano gli “studi di genere” stessi, non sarebbe forse il caso di schiarirsi le idee e riportare il dibattito ed il confronto ad un livello nel quale ci si capisce e si parla la stessa lingua?
Il dibattito, dunque, non dovrebbe essere “genere si” o “genere no”, ma semmai: quali sono i giusti i modelli culturali ed educativi? Se il dibattito diventa questo, allora ci sto.

In una società è opportuno che ci sia una differenza di ruoli tra maschi e femmine? Questa risponde ad una vera differenza di indole o è solo indotta dal condizionamento culturale? Cioè è vero, ad esempio, che una bambina è naturalmente più riflessiva e meno aggressiva di un bambino? E come ci si deve comportare con le bambine aggressive e i bambini riflessivi?
In una famiglia è opportuno che ci sia un genitore che risponde al modello “paterno” e un genitore che risponde al modello “materno”, oppure no? È necessario che il modello “paterno” sia incarnato dal genitore maschio e quello “materno” dal genitore femmina, oppure no?
Le differenze tra uomo e donna vanno annullate o vanno valorizzate? In che modo educare i bambini/giovani/adolescenti nel modo migliore perché crescano liberi da sentimenti omofobi e al contempo capaci di sviluppare il loro orientamento sessuale ed il loro genere?

Se il dibattito è tra sordi, se è a suon di “gender si” e “gender no”, e se i più rumorosi dicono “gender no” dando l’impressione di non sapere neppure quello che dicono, allora non ha senso partecipare ed è facile decidere da che parte stare. Se, invece, il dibattito assume il tono e il senso delle domande che ho scritto, io di certo non ho le risposte – anche se ovviamente ho le mie opinioni – ed è su quel tipo di domande che mi piacerebbe confrontarmi. Certamente è una cosa molto più difficile rispetto al “gender si” o “gender no”, ma almeno è sensata.

(1)
“Sottolineiamo che a livello scientifico – è la posizione ufficiale dell’ordine – il concetto di ‘teoria del gender’ o ‘ideologia del gender’ è inesistente. Al contrario, esistono da anni ‘studi di genere’ che possiedono invece rilevanza scientifica e che hanno dimostrato che omofobia, sessismo e pregiudizi di genere sono culturalmente appresi sin dalla prima infanzia e trasmessi tramite l’educazione, i media, le regole sociali, la comunicazione, le relazioni ecc. I risultati di tali studi portano quindi a ritenere che sia fondamentale favorire una corretta e informata educazione alle diversità nelle scuole, capace di affrontare la complessità della persona nelle sue diverse sfaccettature. Favorire l’educazione sessuale nelle scuole con progetti specifici significa promuovere e fare chiarezza sull’affettività umana in tutti i suoi aspetti, mettendo in grado la persona di manifestarsi nel rispetto della propria unicità e di quella altrui”.
http://www.estense.com/?p=483711

(2)
Tradizionalmente gli individui vengono divisi in uomini e donne sulla base delle loro differenze biologiche. Nel sentire comune, infatti, il sesso e il genere costituiscono un tutt’uno. Gli studi di genere propongono invece una suddivisione, sul piano teorico-concettuale, tra questi due aspetti dell’identità:
– il sesso (sex) costituisce un corredo genetico, un insieme di caratteri biologici, fisici e anatomici che producono un binarismo maschio / femmina,
– il genere (gender) rappresenta una costruzione culturale, la rappresentazione, definizione e incentivazione di comportamenti che rivestono il corredo biologico e danno vita allo status di uomo / donna.
https://it.wikipedia.org/wiki/Studi_di_genere

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