Archivio di giugno 2009

Madoff vs. Parmalat/Cirio

martedì 30 giugno 2009

Fare un paragone (e quindi rabbrividire) tra il caso Madoff, condannato dopo soli 6 mesi dall’inizio del caso a ben 150 anni, e gli equivalenti casi italiani, tipo Parmalat e Cirio, è fin troppo facile.

Da una parte una giustizia rapida ed esemplare, dall’altra ancora si sta aspettando, dopo anni, di arrivare ad una qualche sentenza. Da una parte la certezza che la pena sarà scontata, dall’altra la certezza che la pena sarà scontata solo in minima parte o non sarà scontata (nel caso di Tanzi, ad esempio, da quello che ho capito non ci sarà in nessun caso alcun ulteriore giorno di reclusione perché ha già superato l’età di 70 anni).

Viva l’Italia.

MacBook Pro 13”

giovedì 25 giugno 2009

Non c’è bisogno di parole.

macbook pro 01

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Iran, 20 giugno 2009

domenica 21 giugno 2009

Iran

Ieri non ho avuto nulla da fare tutto il giorno e mi sono dedicato a seguire le vicende in Iran tramite Twitter e il relativo hashcode #iranelection. Se qualcuno vuole avere indicazioni su fonti che sembrano effettivamente essere di origine iraniana o, almeno, affidabili, può cercare tra le persone che seguo dal mio accout su Twitter: l’account è lì dal 2007, ma tutta l’attività è degli ultimi giorni.

Non riesco a capacitarmi della pochezza dell’informazione italiana, che si limita a volte a dare le informazioni passate dagli organi di regime, come: la bomba al mausoleo (nessuna immagina è stata mostrata, solo una finestra rotta), il fatto che hanno ucciso pochi “terroristi”, l’inconsistenza delle manifestazioni, etc.

La verità è ben diversa e, fortunatamente, altri all’estero fanno un lavoro migliore. Cito, ad esempio, questi link:

Ieri è stata una giornata bruttissima. Il giorno precedente il Leader Supremo (già il nome…), Khamenei, aveva annunciato che non sarebbero stata tollerate altre marce e aveva autorizzato (anzi, ordinato) l’uso della forza. Incidentalmente, faccio notare che Ahmadinejad, quello che è stato riconfermato alla guida del paese con le elezioni tanto contestate, da tempo non dice una parola e  non si fa vedere.

Ieri molti Iraniani sono scesi ugualmente in piazza, trovandola piena di polizia, dei corpi speciali a servizio del Leader Supremo (IRG o IRGC) e delle milizie private, analoghe alle nostre squadre fasciste (Besiji). Queste ultime sono spesso in borghese e si muovono su motociclette, con spranghe e bastoni, a terrorizzare e picchiare selvaggiamente la folla. Proprio le Besiji si stanno macchinando di crimini orrendi, ben documentati dai vari video e dalle cronache su internet: raid notturni ad “arrestare” i dimostranti, con urla di terrore che si sentono distintamente, botte violentissime, anche fino all’uccisione, a chi passa per strada, a volte anche agli Iraniani che non c’entravano nulla con la rivolta, e  molto altro. (altro…)

Se D’Alema rispettasse la parola…

domenica 21 giugno 2009

Via Wittgenstein, torna alla ribalta una dichiarazione di D’Alema di sei mesi fa:

“Quando ci sarà bisogno di trovare un nuovo leader io credo che debba essere una persona di un’altra generazione. A questo punto è il tempo di una nuova generazione: noi dobbiamo dare una mano perché questa generazione possa affermarsi e prendere nelle sue mani il destino della sinistra e spero del paese. Pretendo di essere creduto quando dico queste cose”

Ripetiamo insieme: “Quando ci sarà bisogno di trovare un nuovo leader io credo che debba essere una persona di un’altra generazione”.

Staremo a vedere.

Gigi Moncalvo a Novi Ligure

venerdì 19 giugno 2009

moncalvo robbiano

Cercando tra le statistiche di questo blog, scopro che sul blog Il Futuro di Novi si parla di me e della faccenda che mi ha visto denunciato per diffamazione dal sig. Moncalvo, e pienamente assolto.

Arrivo così a sapere (evidentemente ero stato un po’ distratto, perché ne hanno parlato anche i giornali di tiratura nazionale) che il sig. Moncalvo si è candidato come sindaco di Novi Ligure, tra mille polemiche e privo dell’appoggio del suo partito di provenienza, la Lega.

Moncalvo è arrivato al ballottaggio contro Robbiano, mentre è esclusa la Porta. La situazione è critica perché bisognerà vedere come si schiereranno gli elettori della Lega, ma dal blog sopra citato mi pare chiaro che il partito, la Lega, si sia schierato assolutamente contro Moncalvo.

Per motivi di rancore personale, non posso ovviamente che augurarmi vivamente, vivamente, e ancora vivamente, che al ballottaggio prevalga Robbiano.

Sparare ripresi da una telecamera

venerdì 19 giugno 2009

Ecco un video che mostra gli spari contro la gente per strada in Iran.

Per tastare il polso della situazione, rimando nuovamente a Twitter, zona #iranelection.

Cosa significa “utilizzatore finale”?

venerdì 19 giugno 2009

Il riferimento, ovviamente, è alla vicenda della Procura di Bari nella quale si dovrà accertare se è vero che alcune ragazze sono state pagate per accompagnarsi a Berlusconi, e vari altri dettagli. L’avvocato di Belusconi l’ha difeso, sostenendo che non può aver fatto nulla di gravissimo perché, al limite, sarebbe stato “l’utilizzatore finale” (link).

Pensando attentamente a queste parole, ho trovato che in un italiano più semplice si dovrebbe dire soltanto puttaniere che, stando al De Mauro, significa precisamente:

uomo che frequenta abitualmente le prostitute

Siamo arrivati ad avere l’avvocato di Berlusconi che dà del puttaniere a Berlusconi stesso, senza vergognarsene. Grottesco, per non dire altro.

PS: oggi sono vestito di verde per solidarietà con l’Iran

PS2: questo post è reso possibile da iPhone 3.0 e relativo copia&incolla (finalmente)

Twitter e Iran

mercoledì 17 giugno 2009

twitter iran

Ho sempre dato poco peso e poca importanza a Twitter.

La mia sorpresa è stata enorme nel constatare cosa è capace di fare in situazioni tipo quella delle elezioni in Iran. Il flusso informativo è costante e surclassa di gran lunga quello dei media tradizionali italiani, e sospetto anche quelli stranieri.

Seguendo il tag #iranelection si trova un’infinità di informazioni aggiornatissime e di prima mano. Uno spettacolo.

Del PD e del farsi male con le proprie mani

sabato 13 giugno 2009
Debora Serracchiani

Debora Serracchiani

Il PD non è proprio mai contento e, dopo una stagione di tregua apparente che mi ha portato a riavvicinarmi e riprendere a sperare, ricomincia a farsi del male da solo.

Il segnale di queste elezioni è stato forte e chiaro: gli elettori non ne possono più di dirigenti di partito che pensano solo a fare i propri interessi. C’è voglia di cambiamento, voglia di giovani. Il simbolo di tutto questo è la schiacciante vittoria della Serracchiani, che è stata votata proprio perché ha saputo catalizzare questo sentimento. Dove il PD non è stato capace di intercettare questo desiderio di cambiamento, le conseguenze sono i ballottaggi, i pochi voti al capolista Berlinguer, le pesanti sconfitte.
Ad esempio, a Marzabotto, storica roccaforte della Sinistra anche per il ricordo della strage nazista (l’eccidio di Monte Sole), il PD ha incassato una sonora sconfitta; il nuovo sindaco eletto è un ex del partito (ed ex sindaco di Marzabotto stessa), espulso per la sua troppa voglia di cambiamento, che ha saputo vincere col 60% contro il 29% costruendo intorno a sè una squadra di giovani in gamba. Ne parla Il Giornale. Ne parla di continuo, in toni entusiasti, una mia collega che è proprio di Marzabotto.

Sembrava che tutto andasse per il meglio, invece il partito pare abbia già ricominciato con le vecchie logiche, ancora una volta incapace di fare una vera svolta. Cito in particolare tre articoli che mi ha fatto molto male leggere. Il primo, apparso su La Repubblica, parla dei malumori di partito che sta causando la vittoria della Serracchiani e delle possibili prossime mosse delle varie mummie (D’Alema, Rutelli, Veltroni, etc.). Il secondo è un commento di Luca Sofri all’articolo di Repubblica nel quale, fortunatamente, tale articolo viene contestato e presentato in una luce diversa. Il terzo viene da L’Espresso (via g.g.) e vi si tratteggiano i possibili futuri scenari interni del PD, scenari a tinte fosche, con le solite manovre di D’Alema.

La mia speranza è che, anche all’interno del PD, a partire dai circoli fino al congresso, possa affermarsi questa voglia di cambiamento e di rinascita, l’unico modo per iniziare, con oltre un anno di ritardo, a costruire veramente il PD stesso. Staremo a vedere.

Considerazioni sparse sulle elezioni

lunedì 8 giugno 2009

Giusto qualche pensiero in ordine sparso.

Da qualche parte, non ricordo dove, avevo letto di una metafora calcistica, che reinterpreto in questo modo: mi pare di essere la Juventus appena risalita dalla serie B, contenta di non limitarsi ad arrancare a metà classifica, ma lontana dalla vetta, e che gode se l’odiata Inter perde lo scudetto sbagliando un rigore all’ultima giornata. Per l’Inter è andata diversamente, ma il Papi ha effettivamente sbagliato il rigore decisivo!

Fantastico risultato della Serracchiani, che travolge l’insopportabile e impresentabile capo lista del PD nella mia circoscrizione (Berlinguer, colui che distrusse scuola e università), nonostante fosse appoggiata solo dal PD del Friuli Venezia Giulia e da internet, che per una volta si è dimostrata in grado di spostare consensi.

Significativo e quasi incredibile calo di consensi del PD a Ferrara, che va al ballottaggio alle provinciali e pare anche alle comunali. Ne sono felice: evidentemente anche i miei concittadini, notoriamente dotati di enorme inerzia elettorali, si sono decisi a contestare la pessima amministrazione degli ultimi 10 anni (giudizio evidentemente personale, ma inaspettatamente condiviso).

Ottima notizia il successo elettorale del Partito dei Pirati in Svezia. Ieri sera in televisione ho sentito dire che è il partito di quelli che vogliono l’abolizione del copyright: definizione aberrante. Per fortuna su Radio2 questa mattina il giornale radio si è espresso meglio dicendo che è il partito dei giovani che conoscono a fondo internet e vogliono il rispetto della privacy, l’abolizione dei brevetti sul software e la ridefinizione moderna del copyright: tutta un’altra musica.

Riporto anche alcuni commenti strappati su FriendFeed prima che arrivassero i risultati:

Io non voto Sinistra e Libertà, non voto Rifondazione e dio mi fulmini se voto IDV, ma considero il voto dato ai suddetti un modo per far capire al PD che va abbattuto e rifondato. Da zero. Per farlo diventare un partito che capisca che non si può supportare i Cofferati e lasciare quelli che hanno detto qualcosa di interessante a pietire 5.000 euro per i santini. – Gianluca Neri

comunque, se vogliamo continuare a giocare ne dico un’altra: perché deve lamentarsi più uno che non si sente rappresentato perché c’è lo sbarramento, di me che non mi sento rappresentato perché non c’è neanche il partito? – Luca Sofri

Disfattista illuso. Questa volta non potrai nemmeno fare la solita parte di quello che dice ve l’avevo detto. Lo sanno tutti. Quello che si decide è solo la granulometria della sabbia che useranno per foderare i nostri culi, prima dello sfondamento. – Matteo Bordone

PS: ma quanto lo voglio il nuovo MacBook Pro da 13”! Ora costa 1149 EUR, prima invece?