Eluana e Ratzinger
Grazie a Mauro Biani per questa vignetta, che ho tenuto in evidenza da quando è stata pubblicata e che oggi condivido.
Grazie a Daniele Luttazzi perché nel suo blog ci ricorda cosa sia la pietà cristiana, riportando le parole di quello che oggi è Papa e che in tempi non sospetti ha parlato con grande equilibrio e in modo molto diverso da oggi, purtroppo.
Mentre ascolto Annozero in televisione, e un Formigoni personalmente inascoltabile, questo aiuta a riportare un po’ di equilibrio:
“L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico.
Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire.Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”
Cardinal Joseph Ratzinger, catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278.

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13 febbraio 2009 alle 11:57
Le roi est mort. Vive le roi!
18 febbraio 2009 alle 21:22
Aspetto di leggere il testo del decreto che stanno assemblando. Di sicuro mi prendero’ il disturbo, ogni volta che vedro’ un essere umano infilato a meta’ nel cassonetto posto davanti al supermecato vicino a casa, di denunciare il governo di mancata applicata della legge che andra’ a varare, ovvero, tutti hanno diritto a non morire di fame e di sete.
Tina
27 febbraio 2009 alle 21:57
Mi sembra che tra accanimento terapeutico ed eutanasia (anche se chiamare eutanasia – dolce morte – la morte per fame e sete mi sembra un controsenso) ci sia un po’ di differenza. In questo caso il sig. Englaro ha voluto far morire sua figlia, che viveva in stato vegetativo – che non centra nulla con elettroencefalogramma piatto – e che non era attaccata a nessuna macchina – non c’era da staccare nessuna spina. In effetti più che eutanasia mi è sembrata una pena di morte. Ma forse sarebbe stato meglio per lei, visto che nessuno può dire quale fosse il suo stato di coscenza e quanto abbia veramente sofferto, un colpo di pistola alla nuca piuttosto che l’agonia della fame e sete. Ma, già… era morta tanti anni fa…
2 marzo 2009 alle 18:27
Sul fatto che non fosse attaccata a nessuna macchina avrei un po’ da ridire…