Ladri schifosi
lunedì 28 aprile 2008Mi si perdoni la “licenza poetica” del titolo, perché questa volta sono veramente arrabbiato.
Domenica notte, infatti, mi hanno aperto la macchina che era parcheggiata in via Dante, vicino a porta Santo Stefano a Bologna. Una via che sembra tutt’altro che malfamata.
Ed è stata la seconda volta, nello stesso posto.
La prima volta lo potevo capire: avevo aperto il baule, fatto vedere a tutti cosa c’era e preso fuori solo una parte; la parte rimanente è rimasta dentro e la mattina non c’era più.
Hanno forzato la serratura lato passeggero, sono entrati in macchina per aprire il baule con la levetta che c’è sotto il sedile del guidatore e hanno svuotato il baule, lasciando però tutto il resto (compresa l’autoradio che tengo sotto il sedile, proprio accanto alla levetta di cui sopra).
Mi hanno preso poco quella prima volta: una borsa da palestra con le magliette sudate e, unico oggetto con un po’ di valore, un paio di scarpe da pallavolo usate, che ho dovuto ricomprare nuove.
Questa volta, invece, è diverso. La modalità è esattamente la stessa, ma il bottino ben più sostanzioso:
- una valigia tipo trolley, parte di un bellissimo set regalatomi per la laurea e contenente biancheria sporca varia, comprese alcune camice e, temo, una camicia proveniente direttamente dagli Stati Uniti e introvabile qui;
- una sportina (termine delle mie parti per dire busta) con dentro le Timberland che stavo riportando a Ferrara, vecchie e rovinate ma pur sempre Timberland;
- una sportina contenente una bottiglia di vino del 1980 comprata dai miei genitori quando sono nato e bevuta recentemente quando mi sono trasferito nella casa dove sto ora, la prima che mi sembri un poco definitiva dopo tutti gli appoggi vari da studente (se non avessi un’altra bottiglia analoga ancora piena, impazzirei di dolore per questa perdita);
- Un’ulteriore sportina contenente il mio vecchio portafogli, appena cambiato e, fortunatamente, completamente vuoto.
Mi hanno lasciato giusto le catene da neve e l’ennesima sportina, contenente una prolunga elettrica.
Sono arrabbiato nero.
E’ incredibile come, da quando mi hanno aperto la macchina la volta precedente, questa sia stata la prima volta che ho lasciato oggetti nel bagagliaio; ci ho anche pensato e mi sono ben guardato dall’aprirlo: questa volta ho parcheggiato e me ne sono andato subito, come sempre, senza dare indizi della presenza del carico.
I casi sono due: o ho una sfortuna incredibile e mi aprono la macchina solo quando è piena, o me la aprono sistematicamente ogni volta, ma me ne accorgo solo quando mi prendono qualcosa.






