Archivio di dicembre 2006

Ancora su Internet e Censura

martedì 5 dicembre 2006

Leggo un articolo di Vittorio Zambardino sul suo blog, che traccia un parallelo interessante tra il video del ragazzo down picchiato (del quale ho parlato) e le foto della ragazza che a Reggio Emilia ha tentato il suicidio. Nel primo caso il video è stato divulgato su Internet, nel secondo attraverso i cellulari tra i vari compagni di classe.
La domanda di fondo è perché nel primo caso si sia scatenato un finimondo e si sia invocata la censura, mentre nel secondo ci si stia muovendo in modo diverso e più sobrio.
Gran bella domanda.
via Blog Notes
[tags]video, censura, fioroni, reggio emilia[/tags]

Il mondo con il DRM

lunedì 4 dicembre 2006

Con DRM si intendono i sistemi di protezione della proprietà intellettuale, come ad esempio i sistemi anticopia dei CD musicali.
E’ probabile che presto questi sistemi si estenderanno a molto altro, ad esempio ai nostri documenti di testo scritti in Word che, se spediti via mail, potrebbero essere impostati per autodistruggersi dopo un determinato periodo di tempo.
Una caratteristica tipica è quella di impedire la copia per uso personale delle cose che abbiamo, o il diritto di prestarle e condividerle con amici.

Questo video, frutto di un concorso dedicato proprio a questi problemi, mostra come sarebbe il mondo se a tutto fossero applicate le regole del DRM, con metafore comprensibili a tutti, anche ai non addetti ai lavori. Per quel che mi riguarda, bastano i primi 30 secondi per capire.
(continua…)

L’utilità dei video su Google

lunedì 4 dicembre 2006

Riporto questa notizia, tanto per smentire ancora di più, semmai qualcuno avesse ancora dei dubbi, la superficialità delle recenti dichiarazioni di alcuni politici, che sostengono la pericolosità, per i giovani, di internet e della possibilità di diffondere facilmente i propri video.
Su Repubblica.it leggo che è stato trovato su Google il video di un insegnante che maltratta, con calcioni, uno studente colpevole di aver inscenato una gag comica a beneficio della classe.
E’ chiaro che, in questo caso, Internet ha permesso di venire a conoscenza del fatto, e non ha contribuito affatto a causarlo, analogamente a quanto avevo già scritto riguardo al caso del video sul ragazzo down picchiato in classe. La rete, in questo caso, non mi pare che giochi il ruolo di mostro cattivo, ma semmai di cavaliere bianco.
Non è per colpa della rete che fenomeni del genere accadono, ma grazie alla rete che vengono scoperti.
In altri termini, il problema non è il telefono a scuola (questo, per la verità, credo sia comunque un problema, ma per altri motivi), ma quello che a scuola succede.

L’articolo di Repubblica.it riporta la dichiarazione dell’associazione di don Di Noto, impegnata nella tutela dell’infanzia, che mi pare individui il vero nocciolo del problema:

Gli altri video, che riprendono eccessi e in alcuni casi comportamenti violenti, dimostrano uno spaccato della scuola italiana e di alcuni studenti che forse, né i professori né i genitori conoscono o fanno finta di non conoscere

[tags]video, google, internet, scuola[/tags]