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	<title>Commenti a: Il polverone sul video di Google</title>
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	<description>Il blog di Settolo</description>
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		<title>Di: Settoblo &#187; Blog Archive &#187; L&#8217;utilità dei video su Google</title>
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		<dc:creator>Settoblo &#187; Blog Archive &#187; L&#8217;utilità dei video su Google</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2006 08:50:08 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Riporto questa notizia, tanto per smentire ancora di più, semmai qualcuno avesse ancora dei dubbi, la superficialità delle recenti dichiarazioni di alcuni politici, che sostengono la pericolosità, per i giovani, di internet e della possibilità di diffondere facilmente i propri video. Su Repubblica.it leggo che è stato trovato su Google il video di un insegnante che maltratta, con calcioni, uno studente colpevole di aver inscenato una gag comica a beneficio della classe. E&#8217; chiaro che, in questo caso, Internet ha permesso di venire a conoscenza del fatto, e non ha contribuito affatto a causarlo, analogamente a quanto avevo già scritto riguardo al caso del video sul ragazzo down picchiato in classe. La rete, in questo caso, non mi pare che giochi il ruolo di mostro cattivo, ma semmai di cavaliere bianco. Non è per colpa della rete che fenomeni del genere accadono, ma grazie alla rete che vengono scoperti. In altri termini, il problema non è il telefono a scuola (questo, per la verità, credo sia comunque un problema, ma per altri motivi), ma quello che a scuola succede. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Riporto questa notizia, tanto per smentire ancora di più, semmai qualcuno avesse ancora dei dubbi, la superficialità delle recenti dichiarazioni di alcuni politici, che sostengono la pericolosità, per i giovani, di internet e della possibilità di diffondere facilmente i propri video. Su Repubblica.it leggo che è stato trovato su Google il video di un insegnante che maltratta, con calcioni, uno studente colpevole di aver inscenato una gag comica a beneficio della classe. E&#8217; chiaro che, in questo caso, Internet ha permesso di venire a conoscenza del fatto, e non ha contribuito affatto a causarlo, analogamente a quanto avevo già scritto riguardo al caso del video sul ragazzo down picchiato in classe. La rete, in questo caso, non mi pare che giochi il ruolo di mostro cattivo, ma semmai di cavaliere bianco. Non è per colpa della rete che fenomeni del genere accadono, ma grazie alla rete che vengono scoperti. In altri termini, il problema non è il telefono a scuola (questo, per la verità, credo sia comunque un problema, ma per altri motivi), ma quello che a scuola succede. [...]</p>
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