Depeche Mode e Heineken Jammin’ Festival
domenica 18 giugno 2006Venerdì sono stato all’Heineken Jammin’ Festival a vedere il concerto dei Depeche Mode.
Oltre a loro, mi sono gustato qualche altra performance, tra cui gli imperdibili Finley ed Hard-Fi. A parte questo, ho fatto conoscenza con i Goldfrapp, decisamente piacevoli, e con Morrissey che, e non mi maltrattate troppo, proprio non conoscevo. Ci ha pensato la mia compagna di avventura ad istruirmi, ottimo lavoro.
L’attesa è stata piacevole e rilassante. Non ricordo concerti altrettanto riposanti, ed è incredibile dirlo visto che si tratta di un Jammin’ Festival. La gente è arrivata molto tardi, tanto che fino a dopo pranzo si entrava ancora tranquillamente nel settore sotto il palco, la famosa gabbia. Così noi, arrivati là sotto alle 10.15, dopo una breve attesa di fronte ai cancelli chiusi che, fortunatamente, sono stati aperti alle 10 e non alle 11, ce la siamo proprio presa comoda. Impossesatici dei braccialettini che danno diritto all’accesso alla gabbia, ci siamo trasferiti nella zona relax, con lettini, amache e zona massaggi (gratuiti). Con estrema calma siamo poi tornati in zona concerto, in fondo in fondo sotto un’albero a pranzare. Molto piacevole.
Alle due del pomeriggio, in tempo per i primi gruppi, siamo tornati sotto al palco e siamo rimasti al sole solo fin verso le quattro.
I Negramaro dal vivo mi hanno proprio stupito, in positivo. Hanno saputo trasmettere da subito una grossa carica al pubblico e hanno avuto la sensibilità di omaggiare chi li ha preceduti (Morrissey) e chi li stava per seguire. Le canzoni possono piacere o meno, e a me piacciono, ma non si può non notare la qualità del gruppo e del cantante.
E poi i Depeche Mode. Non so proprio cosa dire, non sono capace di descrivere le emozioni che hanno saputo trasmettere. Un grandissimo spettacolo, nonostante l’assenza di chitarre renda più difficile la resa dal vivo, nel senso che quasi tutta la carica di energia era affidata al cantante. Mi sono piaciute tantissimo le parti cantate dal “chitarrista”, Martin Gore.
Credo che sia interessante fare una distinzione tra chi voleva solo Gahan, e chi apprezza gli ingressi delle (apparenti) seconde linee. Già so come la pensa la mia compagna di concerto, sarei curioso di sapere cosa ne pensano altre persone per me importanti, se le devo classificare tra quelle con cui può esserci questo tipo di feeling o no. Per alcune persone che conosco bene, già sto scommettendo sulla risposta.
Rispetto ad altri concerti mi è mancata un po’ di carica emotiva. Le canzoni non veicolavano per me messaggi importanti come, invece, mi è capitato in altre occasioni, e questo mi dispiace. Credo anche sia normale che non possa essere sempre così.
Infine, un saluto al ragazzo della foto. Ho provato a chiamarlo da lontano, ma o non mi ha visto, o ha fatto finta di non vedermi, o non mi riconosce più. Se qualcuno che lo conosce leggesse qui, invece di arrabbiarsi (come credo succederà) per il modo in cui lo chiedo, potrebbe salutarmelo se capita l’occasione.
Su Flickr (foto, slideshow) tutte le mie altre foto, purtroppo poche e brutte, visto che la macchinetta scarica mi ha costretto all’utilizzo del cellulare. (continua…)


