Archivio di marzo 2006

Caduto il tetto di Wembley

mercoledì 22 marzo 2006

Wembley and skyWembley and engineeringPer fortuna non si è fatto male nessuno.
Mi è così difficile pensare che un tetto possa cadere, soprattutto dopo essere stato là l’ottobre scorso ed aver visto quel cantiere gigantesco.

Pare che ci siano molte polemiche su come stanno andando i lavori e sul ritardo che si è accumulato. Da noi sarebbe normale. Da loro si scandalizzano e pare che qualcuno, operai compresi, ci scommetta su. (via Repubblica)

Lavoro

mercoledì 22 marzo 2006

Sono vicino alla stesura del mio primo articolo scientifico. Le premesse non sono delle migliori, ma forse vien fuori qualcosa di passabile. Spero che la revisione dei colleghi lo migliori. Non posso che scrivere così visto che, forse, leggeranno qui.

In compenso, l’impegno lavorativo e la concentrazione richiesta sono elevati. Giusto oggi pomeriggio un po’ di relax, grazie ad una laurea.

Esempio di finezza

mercoledì 22 marzo 2006

Battibecco con un giovane contestatore. Un altro giovane ha urlato contro l’auto blu: “Evviva Vittorio Mangano!” l’ex stalliere del premier legato a Cosa nostra. Berlusconi sceso dall’auto, si è avvicinato con foga al giovane, gli ha puntato l’indice contro e gli ha detto: “Tu non ti puoi permettere, tu sei un coglione!”.

Da Repubblica

Ho copiato

lunedì 20 marzo 2006

Si, lo so lo. E lo so che siete abbastanza furbi da accorgervene, non volevo certo farlo di nascosto. Ho copiato da Ciccsoft il sottofondo che in questi giorni vi accoglie sul mio blog.

Non riuscivo a resistere, ma prima di farlo ho chiesto il permesso :D

Comunque, niente male neanche www.chespudoratezza.com

Povia e i piccioni

domenica 19 marzo 2006

I Bambini Fanno Ooh...La Storia ContinuaCapita che tutti ne parlano, io mi incuriosisco e mi compro la canzone su iTunes. Per inciso: l’acquisto migliore su iTunes di questo periodo è Lo Scrutatore Non Votante di Samuele Bersani.

Capita che ne parli sul suo blog un’amica e allora proprio non resisto e devo dire la mia.

Ora, al di là del modo, della scelta di usare l’immagine del piccione, della melodia che può piacere più o meno, c’è un messaggio di cui voglio parlare. Vorrei andare oltre al modo in cui questo è trasmesso.

E io il messaggio, per come lo interpreto, mi sento di condividerlo in pieno.
Sono stanco di guardare film, trasmissioni televisive, e quant’altro, che inneggiano alla ricerca di ideali irraggiungibili. Povia è l’unico che ha il coraggio di uscire da questa spirale, e l’aveva già fatto con I Bambini Fanno Ooh.
Una forma fisica da modella o modello, un viso tirato fino a 50 anni, la macchina bella, la vacanza nel posto esotico, e chi più ne ha più ne metta. Per non parlare dell’amore, che è ciò di cui parla la canzone.
La spasmodica ricerca di un ideale d’amore che non esiste ci è proposta a flusso continuo. Guardiamoci in faccia. Quanti sono i divorzi in Italia? E sarà sempre peggio. Perché la gente crede di poter vivere eternamente in quello stato di incoscienza tipico delle prime fasi dell’innamoramento, e quello è il modello che ci viene proposto.
Io lo contesto. A costo di essere controcorrente, di essere giudicato un bigotto reazionario. Questo modello di vita non porta la felicità, basta guardarsi intorno per vederlo. Allora, senza bisogno di arrivare all’eccesso della canzone di volersi accontentare delle briciole e voler volare basso, credo però sia importante saper dare il giusto peso alle cose.
Il gabbiano Jonathan Livingston, personaggio di uno dei miei libri preferiti, è spesso considerato come metafora di persona che punta in alto, che punta a realizzare i propri sogni. Ma è anche esempio di uno che non si interessa di cosa pensa la gente, che segue il suo cuore piuttosto che quello che gli viene raccontato. E persino Jonathan sa che per volare al meglio il posto migliore è vicino al suolo.
Poi bisogna anche avere il coraggio di librarsi in alto, ma per la gioia di farlo, non per spostarsi semplicemente da un punto all’altro.

E mica come le persone, che a causa dei particolari
Mandano per aria sogni e grandi amori
G. Povia (testo integrale)

Paolo Fox e Ariete a metà

domenica 19 marzo 2006

Questa mattina ero fuori casa. Allora ho dovuto registrare l’oroscopo di Paolo Fox. Torno a casa, inizio ad ascoltare la registrazione, arriva il momento dell’Ariete.
Sul più bello, mi chiamano a mangiare e la confusione intorno al televisore aumenta tanto che non riesco più a sentire nulla. Decido che è meglio rimandare, mi alzo e vado.

Peccato che maldestramente io abbia premuto il pulsante rec invece del pulsante stop. Quando più tardi sono tornato, mi sono accorto del danno e di essermi perso la parte finale dell’oroscopo dell’ariete.
Quello che ho sentito, comunque, mi è bastato. E come sempre lo riporto qua, inaugurando nel contempo una nuova categoria per il mio blog: oroscofox. Ovviamente, questo non è l’oroscopo ufficiale di Paolo Fox, ma solo la mia libera interpretazione. Vi rimando al suo sito ufficiale.
(continua…)

Guida per installare XP su Mac

sabato 18 marzo 2006

Ho tradotto in Italiano la guida per installare XP su Mac. L’ho pubblicata sul wiki del progetto. La riporto anche sul mio blog, anche se la versione più aggiornata sarà sempr disponibile . (continua…)

Un anno da dottore

venerdì 17 marzo 2006

Esattamente un anno fa mi sono laureato.

C’è voluto il messaggio di una amica che non sentivo da secoli perché me lo ricordassi. Grazie.

Alla RAI non capiscono niente

venerdì 17 marzo 2006

Guardavo la trasmissione di Pupo, folgorato dalla incredibile situazione finale che si stava venendo ad avere.
In un crescendo di attesa e trepidazione, svanivano pacchi vuoti, pacchi pieni, ma resisteva la canzone Forse, fino all’ultimo.

Rimangono gli ultimi due pacchi, 15.000 EUR contro Forse, l’offerta (ovviamente) è di cambiare il pacco. Pupo sembra più bambino del solito, salta come un grillo per tutto lo studio, spizza il pacco, neanche lo fa vedere, si fa passare il microfono, solo dopo lo apre.

Inizia il momento che attendevo dalla prima volta che era apparsa una canzone di Pupo tra i premi. Si mette sulla pedana, saltella contento accanto al concorrente, quasi in lacrime (il concorrente intendo), intona le prime note cercando di non sbagliare troppo, considerando anche che canta dal vivo e a voce fredda.

Nel culmine della tensione, lo schermo diventa nero e dopo altri 5 secondi la trasmissione tagliata.

Ripeto: nel culmine della tensione, lo schermo diventa nero e dopo altri 5 secondi la trasmissione tagliata.

Io non ho parole per descrivere la stupidità di chi ha preso questa decisione.

E spero di non essere querelabile, ché di questi tempi va di moda. Nel caso, mi scuso in anticipo, ma parlo ancora sotto l’effetto dello scotto emotivo che ho subito…

giovedì 16 marzo 2006

Questa mattina in treno pensavo a due post.
Uno sul problema del precariato, la Francia ed il confronto Prodi-Berslusconi, l’altro su Povia ed i piccioni.
Rinuncio a entrambi per mancanza di tempo. Spero di recuperare.