Archivio di ottobre 2005

Desideri autunnali

domenica 9 ottobre 2005

Ducati Monster

Oggi sarebbe proprio una giornata da giro in moto, da vivere come fosse l’ultimo della stagione.
Peccato che manchi la moto.

Google Reader

domenica 9 ottobre 2005

Logo Google Reader

Leggendo tra i blog che seguo (meglio dire “che seguivo quando avevo più tempo”), ieri mi sono imbattuto in Google Reader, un nuovo aggregatore di feed made in Google. Capita giusto a pennello nel momento in cui si scatenano polemiche sul caro vecchio Bloglines, il concorrente più agguerrito del nuovo Google Reader.

Sono riuscito a ritrovare la fonte dell’informazione, che è Massimo Moruzzi, ripreso poi questa mattina da Mae*. Per inciso, anche io mi ero perso il feed di Massimo da Bloglines ed erano secoli che non lo leggevo più. Mi sono perso anche i due suoi post che erano contrassegnati con “keep new”.

La mia prima impressione è che non capisco l’interfaccia grafica, cosa stranissima per un giocattolo targato Google. La loro mania di tenere tutto insieme e permettere poi ricerche facili e veloci, in questo caso non funziona.
Il concetto è lo stesso di gmail: ad ogni feed possono essere associati uno o più tag; nel momento in cui ho esportato i miei feed da Bloglines a Google Reader, quelle che prima erano le cartelle che contenevano i miei feed sono diventati tag, e fin qui tutto bene.
Il difficile è riuscire a visualizzare a turno solo i feed con un certo tag. Forse sono io l’incapace, ma mi servono troppi click, a partire dalla pagina iniziale, per riuscirci, ed il risultato comunque non mi soddisfa.

Altro aspetto che non mi piace è l’idea di mescolare il contenuto di tutti i feed mostrandoli tutti in sequenza cronologica o di rilevanza. Va bene per qualcuno che legge pochi feed o che li tiene controllati di continuo, ma altrimenti diventa una confusione pazzesca e per recuperare l’articolo che veramente interessa in mezzo agli altri 1000 si spende troppo tempo.
Addirittura, dopo aver fatto troppi click per ritrovare l’elenco dei propri feed organizzati per tag, bisogna fare ancora click su ciascuno per vedere se ci sono contenuti nuovi, scorporandoli dagli altri. Basterebbe che, nell’elenco delle sottoscrizioni, fossero evidenziati quelli aggiornati per risolvere il problema. Invece no, non è così.

Prendiamo il mio caso. Io ho sottoscritto tutta una serie di feed che leggo regolarmente e altri che, invece, leggo solo quando ho tempo. Forse li potrei distinguere, su Google Reader, col sistema delle Stelle (che evidenziano, credo, i Preferiti), ma è troppo complicato. Tra l’altro, ho sottoscritto tutti i feed del Corriere, di Repubblica e dell’ANSA, che sfornano aggiornamenti a gettito continuo, ma che io leggo solo saltuariamente.
Mescolare questi feed con quelli più normali nasconde sotto montagne di aggiornamenti quasi inutili le cose che uno non vorrebbe perdere.

La speranza, concreta, è che Google affini rapidamente questo suo servizio, rendendolo all’altezza o meglio dei concorrenti.

10 secondi che ti cambiano la vita

sabato 8 ottobre 2005

Ormai è passato tanto tempo e ne posso riparlare, fregandomene per una volta del fatto che questo Blog tende a diventare troppo personale rispetto al solito. Dopo il post di ieri, dopo quell’esperienza che ho raccontato, mi ritrovo ancora in una situazione di instabilità e mi è tornata in mente un’immagine che non riesco a non scrivere qui.
Ho fatto anche una piccola ricerca su google e ho trovato che l’ultima volta che ho scritto di Lei è stato il 24 Febbraio scorso, parecchio non c’è che dire.

Una mattina di Settembre, quattro anni fa, salivo in bicicletta dalla stazione di Bologna alla facoltà di Ingegneria per il primo giorno di lezione dell’anno nuovo. Il mio ultimo anno da pendolare, la prima volta che usavo la bicicletta per muovermi.
Quello è il momento in cui tutto è iniziato.
Un insieme di casualità (la bicicletta, il ritardo del treno, la strada insolita che ho fatto per salire…) ci ha portato a vederci di sfuggita quella mattina, di fronte alla segreteria, mentre Lei stava chiedendo il trasferimento.
Lei cambiava tutto, stava prendendo la decisione forse più difficile, sofferta, ma importante e coraggiosa della sua vita, proprio Lei che con così tanta difficoltà accetta di mostrare le proprie debolezze.

Io, stupido, passai di fretta (ero in ritardo…) chiedendoLe se ci saremmo visti più tardi a lezione. Passai senza fermarmi, pochi secondi, uno sguardo, un saluto, ma sono gli attimi più luminosi della mia vita, il ricordo più bello.
Questa è l’immagine che oggi, per quale motivo non so, è rispuntata fuori dai miei ricordi.

In quel momento, quando capii che non ci saremmo più potuti vedere per caso in Facoltà, è iniziato il turbine di eventi che ci ha portato a vivere quello che abbiamo vissuto.
Non è stato quando ci siamo messi insieme, o l’ansia mentre la aspettavo di fronte al cancello al nostro primo appuntamento, o la tensione quando entrambi volevamo baciarci senza riuscirci, o la prima volta che abbiamo fatto l’amore, o la prima volta che, in quella piazzetta, abbiamo scambiato i nostri pensieri più profondi. No, noi siamo iniziati quella mattina di Settembre, almeno per me.

Non so dire se sono stati quattro anni guadagnati o persi, se devo ringraziare per quell’incontro casuale o esserne furioso. So, però, che riguardo alla luce luminosa e splendente che avvolge il ricordo di quel giorno. Nonostante tutto, nonostante abbia detto il contrario, ora non riesco ad odiarLa. So che Lei lo leggerà, e va bene così.

Settolickr

giovedì 6 ottobre 2005

seT 021window sign - TOOne Letter / LHi Tech House - nostalgia for Ian

Spell with Flickr

Convivenze inaspettate

giovedì 6 ottobre 2005

Ieri si è laureata una mia grande amica e l’emozione è stata forte. Vorrei parlarne un po’ e raccontare cosa è successo e cosa si prova a viverla dall’altro lato, dopo averla già vissuta in prima persona, ma invece succede che mi ronza in testa un altro pensiero più forte che non riesco a trattenere.

Un’altra mia amica, altrettanto grande, che ho visto ieri alla festa ha rivoluzionato la sua vita in poco più di un mese e io sono felicissimo per lei, ma anche un po’ geloso.
Tutto insieme, si è ritrovata ad aver finito la tesi pronta solo da essere discussa, aver trovato lavoro, essere andata a vivere fuori di casa, essersi trovata un ragazzo di cui è follemente innamorata. Inutile dire che, visto l’occasione, è andata a finire che hanno deciso di convivere, dopo poco più di un mese che avevano iniziato ad uscire, e tutto va a gonfie vele.
Dopo essersi trascinata in una storia lunga e senza fine, in un attimo la sua vita si è capovolta e vedere quella luce di gioia nei suoi occhi mi ha reso felice.

L’esatto contrario di quello che succede a me, che amo programmare la mia vita fin nel dettaglio e a lunga scadenza. Io mi immaginavo di essere, in questo momento della mia vita, più o meno nella sua situazione.
Dopo un po’ di tempo dalla laurea speravo di essermi trovato un bel lavoro e di iniziare a costruire una vita felice di coppia.

Invece, vivo una vita all’insegna del precario, con un lavoro/stage/tirocinio estremamente divertente e stimolante, per carità, ma sempre in bilico, avendo lasciato alle spalle le cose che in passato mi rendevano felice. Mi sembra di ritrovarmi, dopo anni di fatica e sacrificio, con solo un pugno di mosche in mano.
Perde di senso aver raggiunto certi traguardi se non è più a portata di mano il motivo che ti spingeva a lottare per essi, cioè la possibilità di costruirsi la vita che avevi sempre sognato.

Vedere ciò che è successo alla mia amica, però, mi fa sperare. Forse, certe cose possono succedere e cambiarti la vita in meglio quando meno te l’aspetti, anche se i tuoi programmi erano diversi. Difficile da credere per uno come me, ma possibile.