Archivio di giugno 2005

Extracomunitari calabresi

domenica 19 giugno 2005

Si sa, quando si racconta la storia raccontata da un amico, raccontata a sua volta da un amico, si può commettere qualche errore. Una storia di prima mano è sempre meglio, ma questa mi è stata raccontata con la richiesta specifica di parlarne nel blog. Quindi…

Questo personaggio, che chiameremo Piero ma di cui non so il nome, vive a Bologna nello stesso appartamento di un mio amico. Piero viene dalla Calabria ed è qui per studiare, come molti altri a Bologna.
In motorino per i viali, viene fermato da una pattuglia di Carabinieri, e fin qui niente di strano.
Al momento del controllo, manca qualche documento, scatta la multa e l’obbligo di presentarsi in caserma per mostrare i documenti mancanti, e fin qui niente di strano.
Peccato però che uno della pattuglia dica la frase che mi è stata riportata in questo modo: “stia attento che la rispediamo da dove è venuto”.

Non voglio commentare, solo raccontare una storia. Una triste storia di razzismo contro i meridionali, razzismo che credevo ormai estinto e che invece si ripresenta, proprio in una città aperta (così sembrava) come Bologna.
Probabilmente era un clandestino senza permesso e volevano rimandarlo nel suo paese, fuori dall’Europa, la Calabria.

Soddisfazione, scrivo dal lavoro

venerdì 17 giugno 2005

Come dice il titolo, questo è il primo post che riesco a scrivere dal lavoro.
Ciò dimostra che sono un po’ meno schiavo ed un po’ più tranquillo.
Che poi ieri sera sono tornato a casa dal lavoro a mezzanotte e mezza e questa mattina sono uscito di casa alle 7.30, ma questi sono dettagli…

Fatto

mercoledì 15 giugno 2005

Dopo 8 ore a leggere/scrivere/studiare ininterrottamente, senza neppure il tempo di mangiare, l’unica sensazione che provo è _sollievo_.
Non mi interessa neppure pensare se ho fatto bene oppure no.

Di tutto un po’

martedì 14 giugno 2005

In questa giornata schifosa in cui dovrei studiare per l’esame di stato, capitano solo cose deprimenti.

Non c’è un conto degli esercizi, neppure uno, che venga. Non c’è un esercizio che sia capace di portare in fondo. Come se non bastasse, i libri che avevo deciso di portarmi dietro non ci stanno in due valige e dovrò lasciarne a casa.
Con la fortuna che ho, saranno sicuramente quelli giusti.

Non ho la minima voglia di studiare. Ci sono troppi argomenti da riguardare e più lo faccio, meno mi rimane in testa.

Mi è arrivato il caricatore dell’iPod da usare in macchina, direttamente dagli USA, comprato su eBay. Non funziona. Dico, non poteva arrivare in un altro giorno, ché magari andava? Almeno, il supporto per tenerlo appoggiato funziona perfettamente.

In tutto questo, non si è neppure raggiunto il quorum, è venuta meno la segretezza del voto (scrive giustamente Paolo Valdemarin) e non resta che linkare qui le parole di uno che le sa scrivere, Tommaso Labranca: link.

Domani ho l’esame. Speriamo che domani sia meglio di oggi.

Non facciamoci intimorire dai dati sull’astensione

domenica 12 giugno 2005

Il dato per ora è basso (13,3% alle 19).
Praticamente impossibile raggiungere il quorum.
D’altra parte, era scontato quando, anche in condizioni normali, si fatica a raggiungere il 70%. Basta che il 20% scelga di non andare a votare ed il gioco è fatto.

E allora? Forse per questo dovremmo pensare che è inutile fare la fatica di andare alle urne?

Proprio i dati che parlano di bassa affluenza alle urne devono spingerci ad andare a votare. A maggior ragione, un solo voto in più è importante e significativo. Cerchiamo di arrivare almeno al 35%! 35% di Sì e 30% (percentuale ottimistica) di astenuti cronici, dicono che il 35% o meno ha scelto di non votare. In questo caso, quindi, una minoranza avrebbe scelto per la maggioranza. Bella democrazia.

Ma almeno non potranno romperci le scatole gridando alla vittoria.

Referendum: NO all’astensione

sabato 11 giugno 2005

ANDATE A VOTARE! Piuttosto, si voti NO!
L’ingerenza della Chiesa in questa faccenda ci pone praticamente allo stesso livello di uno stato fondamentalista islamico. Non diamola vinta ai “Talebanitaliani”.

La costituzione ce lo chiede. E’ un nostro dovere civico. Se si è indecisi, o se si pensa che debba decidere il parlamento e non un referendum, si voti scheda bianca. Se si è contro, si voti NO.

Il fine giustifica i mezzi è quanto di più brutto possa esistere in una democrazia, ed è quanto afferma chi vuole l’astensione: l’astensione è il mezzo più semplice per raggiungere lo scopo.

Da una lettera di Francesco Magro, pubblicata su L’Indignato:
E’ chiaro che le mie posizioni sono per il “SI”, ma più di tutto io sono contrario all’astensione. Vi ricordo che il voto è il fondamento della democrazia, e che chiunque vi chieda di astenervi vi sta esortando ad un boicottaggio disonesto del referendum. E infatti è più facile rendere infruttuoso un referendum “scomodo” che lasciare che le opinioni si confrontino alla pari. Se al momento del voto non vi sarete ancora formati un’opinione, ricordatevi che esiste la possibilita’ dell’annullamento della propria scheda; in questo modo, pur senza esprimervi, aiuterete il raggiungimento del quorum e lascerete che la “partita” tra le opinioni contrarie si possa giocare.

sabato 11 giugno 2005

Lasciala andare come va
come deve andare
è una cometa che sa già
dove illuminare

È incontrollabile, imprevedibile
troppo indelebile nelle mie molecole
e così stabile, irriducibile
ma così labile, leggero come nuvole

Irene Grandi

“confido nel protettore della vita, il culo, più che nella coscienza delle scelte che ho fatto.”

Diritti d’Autore

lunedì 6 giugno 2005

Copertina del libro Cultura LiberaSi tratta sempre di pochi che difendono una vecchia posizione rispetto al sentire comune della maggioranza. Ma quanta differenza se i soldi stanno dalla parte dei tanti (e allora si fanno volare gli aerei dentro le proprietà private dei contadini) o dei pochi (e si rallenta l’innovazione tecnologica o, peggio, si causano suicidi).
Mantellini commenta su PI (link all’articolo) l’ultimo libro di Lessig, “Cultura Libera”. Tanto per dire, si tratta del fondatore e direttore delle Creative Commons.
Trovo che la lettura dell’articolo prima e dell’introduzione del libro poi, sia già sufficiente per avere una chiara visione del problema. Una visione che è bene che inizino ad avere tutti.
Non è più il tempo che di queste cose se ne occupino i soliti geek sfigati e smanettoni.
Il modo in cui si diffonderà la cultura e la sua accessibilità nei prossimi anni dipende anche da quanto noi oggi ci interessiamo all’argomento.
Il libro, nella sua traduzione italiana, è rilasciato sotto licenza Creative Commons ed è liberamente scaricabile in formato elettronico da qui: http://www.liberacultura.it/index.php?p=25. Il libro è anche edito in edizione cartacea da Apogeo e venduto per 15 Euro.

Ritiro spirituale

lunedì 6 giugno 2005

Inizia un (breve) periodo di astinenza dal computer.
Devo studiare!

Rutelli, liberiamocene

venerdì 3 giugno 2005

Due post simili, uno dietro l’altro, questo che state leggendo e questo, con titoli simili. Li ho voluti dividere per rendere più evidente la questione.

Ne avevo già parlato in tono ironico in questo post, ma ora si esagera davvero.
Rutelli, dico io, leader di cosa? Chi cavolo ha deciso che deve essere leader? Non certo gli Italiani, ho qualche dubbio persino che ne siano contenti i suoi compagni di partito. Ma allora che ci sta a fare ancora lì?
Ne parlano tutti, tutti lo prendono in giro, almeno qui sulla rete. Ma io dico: liberiamocene!
Caro Franceschini, tu che sei della mia città, tu che sei il deputato che io ho votato ed eletto, fammi il piacere, tu che puoi: smettila di ascoltarlo, smettila di fare il politico e di voler fare contenti tutti. Prendi il suo posto. Non è evidente a tutti che chiunque potrebbe fare meglio?

Così, tanto per farsi del male, ecco qualche chicca davvero degna di nota, per ridere un po’. Un personaggio che ora incita all’astensione, qualche tempo fa era segretario del partito Radicale e la pensava così.
Più recentemente, firmò una proposta di legge “ben più impegnativa” (parole di Capezzone) di quella che si otterrebbe con una vittoria dei Sì.

Ciò che fa male davvero, è il clima da restaurazione della DC che si respira. Palpabile.