Domani ricomincia il trofeo velico più importante ed appassionante del mondo, la Coppa America.
Si torna finalmente in acqua, dopo anni di battaglie legali che hanno portato ad una sfida a due con imbarcazioni incredibili.
In diretta su La7 (libidine!!!) a partire dalla 10.00 del mattino. Devo prendermi un giorno di ferie? Per ora evito, ma lo registro con vCast, oppure guardo su La7.tv (doppia libidine!!!). Pare anche che il commento sia di Francesco De Angelis (doppia libidine, coi fiocchi!!!).
Ormai da tempo, ma soprattutto ora sotto le feste, sono diventato più lettore che scrittore.
Segnalo, quindi, due post di Alessandro Gilioli sul suo blog (Piovono Rane).
Il primo è la prova d’amore, che analizza il passaggio alla politica dei sentimenti. Ecco uno stralcio:
Non c’è più un uomo politico alle prese con dei processi e che, come ogni altro cittadino, ha il diritto-dovere di difendersi nei processi. C’è un uomo buono – vittima delle persecuzioni dei giudici e dei violenti a parole o a statuette – che vorrebbe amarci tutti, e ci chiede in cambio solo una piccola prova d’amore (la legge sul legittimo impedimento, NdSettolo), e se non gliela diamo vuol dire che l’odiamo.
Il secondo è tutti pronti per San Bettino martire, che anticipa la polemica degli ultimi giorni riguardo a cosa ci aspetta per il decennale della morte di Craxi (si parla di intitolare una strada e altre cose, ma tutti tranne Di Pietro dimenticano che era condannato e latitante, nonché l’enormità dei fatti per i quali era stato condannato). Lo stralcio:
Magari anche a ricordargli cos’è stata la politica secondo Bettino e i suoi: un intrico di affari e di scambi, di miliardi nascosti all’estero, di ricatti e di minacce, di clientele diffuse e di clanismo sistematico, di occupazione militare dei giornali e delle tivù, di distruzione delle regole e del senso civile per l’appropriazione privata dei gangli del potere.
(ANSA) – ROMA, 21 DIC – ‘Pochi giorni fa, nel corso di una riunione del coordinamento Pd, ho sentito dire da Franco Marini che il popolo del ‘No B Day’ non e’ il nostro popolo. Quello che in queste ore strappa le tessere perche’ si riparla di inciuci e accordicchi ad Arcore e’ il nostro popolo o no?’: cosi’ Ignazio Marino, esponente Pd interviene nel dibattito aperto dalle parole di D’Alema.
‘Qual e’ il popolo del Pd se non quello della legalita’, quello che chiede – si interroga l’ex candidato alla segreteria del partito – che sia il Parlamento il luogo di un confronto aperto e chiaro sulle riforme, quello che non vuole le leggi ad personam, ma leggi uguali per tutti, scritte nell’opportuna cornice istituzionale: le aule di Camera e Senato?’.
‘Spero – ha proseguito Marino – che da Bersani oggi, a margine della conferenza stampa in programma, giungano parole molto nette: dialogo nel luogo appropriato che, lo ripeto, e’ il Parlamento, magari iniziando col cancellare al Senato l’inizio delle votazioni sulla legge per il processo breve, previste per la settimana del 12 gennaio ed avviando una discussione rigorosa su cio’ che serve davvero alla Giustizia. Confronto si’, inciucio no’
Ricevo e volentieri riporto l’appello dei gruppo Diritto alla Rete, al quale ho aderito al tempo dello sciopero dei blog. Hanno in mente un’altra bella idea, facciamo circolare e partecipiamo!
Ci siamo. E’ partito on line il TAM TAM per l’evento che stiamo organizzando mercoledì 23 dicembre a Roma, in piazza del Popolo, dalle ore 17 alle 19. Io, Alessandro Gilioli, Guido Scorza (Diritto alla Rete Network), Luisa Capelli (Meltemi Editore), Gianfranco Mascia e il suo gruppo del No B Day, Pippo Civati, Claudio Messora e molti altri: tutti connessi per promuovere l’evento in Rete.
Ci sdraieremo in silenzio, per 1 minuto. Poi disegneremo col gessetto la sagoma dei nostri corpi e scriveremo dentro il nome del nostro blog. Porteremo tanti bavagli bianchi. Lo slogan sarà “Libera Rete in libero Stato”. L’iniziativa è promossa Diritto alla Rete e dall’Istituto per le Politiche dell’Innovazione. Fate girare ovunque sia possibile!!
La forza del messaggio sta nel silenzio. Nessuno può interpretare, manipolare, provocare. Tanti corpi fermi a terra: il popolo della Rete in piazza del Popolo.
Sono contento che la mia idea sia piaciuta e spero abbia una grande eco anche fuori dall’Italia.
Vorrei anche aver fatto qualcosa di più per convincere il PD di Ferrara a fare altrattanto e a mobilitarsi, ma ho perso la migliore occasione per provarci. Forse, però, non è ancora detta l’ultima parola.
Rispetto al nuovo disegno di legge sui tempi dei processi presentato al Senato era meglio il Lodo Alfano, ed è tutto dire.
Col Lodo sostanzialmente si garantiva l’impunità a Berlusconi per i suoi processi in corso e solo fino a quando sarebbe rimasto in carica; la nuova legge, invece, annulla (non rinvia, proprio annulla!) in un colpo i processi di Berlusconi su Fininvest e Mills e anche un’infinità di altri processi.
In sintesi, per evitare a Berlusconi i suoi processi, si garantisce l’impunità a quasi tutti e si distrugge quel poco che rimane del sistema giudiziario italiano a tutela della gente normale. Addio per sempre alla sperenza di avere anche in Italia un minimo di certezza della pena.
Per capirci, ho sentito che saltano immediatamente i processi ai “furbetti del quartierino”, agli 89 indagati per lo scandalo di malasanità legato al Santa Rita e forse anche il processo per i morti alla Thyssen.
Ad Annozero parla uno che di come girano i video compromettenti se ne intende eccome: Fabrizio Corona. E dice cose molto intelligenti e interessanti.
L’intervista parte circa a 2′30”; all’inizio è un po’ disturbata, ma poi migliora. Da vedere. (via EmmeBi)
Una componente della mozione Marino di Ferrara mi segnala questo post di Gilioli che, in sostanza, si riduce al video qui sotto, dove D’Alema, «Senza nessuna polemica», afferma: «Marino è un mio collaboratore che si è preso la libertà di candidarsi». E molto altro.
Il PD è ora saldamente in mano a questo personaggio, e io rabbrividisco.